Scandalo Terravision: i giudici decidono che è in fallimento. E l’azienda porta a processo i pm

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La società sta subendo un processo per bancarotta da un paio d’anni con un iter avviato nel 2011. Ora, anche in base alla legge sulla responsabilità civile dei giudici, i pubblici ministeri sono finiti sotto processo per una denuncia degli stessi dirigenti che loro hanno accusato. Antonio Del Furbo

Cosa fare ora? Il processo contro la società dovrà fermarsi per accertare responsabilità dei pm oppure dovrà continuare? Il dibattimento inizierà il 17 giugno e la legge sulla responsabilità civile dei giudici prevede che per appellarsi al risarcimento il processo sia arrivato a conclusione. Dunque, se l’azione dei querelanti contro i giudici dovesse essere accolta, lo Stato potrebbe rivalersi sui pm e prelevargli fino a metà dello stipendio.

IL CASO ALIVISION TRANSPORT 

L’11 novembre 2013 la società Alivision Transport scarl, azienda italiana del Gruppo britannico Terravision che opera nel settore del transfer aeroportuale low cost, ricevette una istanza di fallimento. Una richiesta che la società definì “singolare” perché non era assistita da alcun titolo esecutivo e si basava sulla perizia di un consulente tecnico sotto inchiesta con l’accusa di concussione. Tra l’altro, la società generava utili e dotata di notevoli disponibilità finanziarie liquide e fortemente patrimonializzata con 10 milioni di fatturato annui. La Alivision ha 80 dipendenti e trasporta passeggeri da e per gli aeroporti di Roma, di Milano, di Torino e di Firenze. Fornisce il servizio in 40 aeroporti di 8 Paesi europei con 4 milioni e 500 mila clienti ogni anno. La caratteristica principale è che si tratta di trasporto low cost, cioè a prezzi molto bassi. Con soli 5 euro si raggiungono gli aeroporti e il centro delle più importanti città italiane. 

“In data 4 maggio 2011 – scrive la Società – perveniva alla Procura della Repubblica di Roma un “atto di significazione e invito”, indirizzato anche ad Equitalia Gerit s.p.a. ed all’I.N.P.S., redatto dall’Avv. Antonio Pazzaglia in nome e per conto della Società Italiana Trasporti s.r.l., che, operando a livello locale nel settore del transfer aeroportuale, è diretta concorrente della Alivision”.


UNA SOCIETA’ CONCORRENTE CHE DENUNCIO’ ALIVISION 

“In data 27 settembre 2011 il P.M. Galanti conferiva un incarico di consulenza tecnica al Dr. Luciano Bologna perché accertasse la regolarità delle scritture contabili, lo stato delle comunicazioni sociali e l’eventuale sussistenza di atti di distrazione od occultamento del patrimonio”.

CHI ERA BOLOGNA?

“Il Dr. Bologna, come risulta dai numerosi articoli di stampa allegati quale marito de ‘l’allora giudice per le indagini preliminari di Roma Luisanna Figliolia’ entrò a pieno titolo ‘in quell’inchiesta sui rapporti e i favori della toga all’amico di sempre, il produttore cinematografico Vittorio Cecchi Gori… secondo l’accusa dell’allora pm della città umbra Sergio Sottani, il magistrato romano interdetto dal servizio per 60 giorni aveva ‘esercitato una costante interferenza sulle vicende economiche e giudiziarie’ dell’ex compagno di Valeria Marini ‘dettandogli strategie processuali e imponendogli la nomina di avvocati di fiducia’. In cambio, avrebbe ottenuto da Cecchi Gori regali e viaggi e una consulenza da centomila euro al mese per il marito’ il commercialista Dr. Luciano Bologna. Inoltre, come riportato da Dagospia.com, l’Arch. Angelo Zampolini che ha raccontato i segreti di Diego Anemone, accusato di aver riciclato il denaro del re degli appalti Angelo Balducci, ha fornito indicazioni sulle “opere eseguite ‘per il Prof. Bologna, nell’immobile di viale Trastevere’. ‘Posso riferire – dice – che Bologna, forse Luciano, è stato consulente del Provveditorato. È coniugato con un giudice donna, sorella di Ettore Figliolia che ho conosciuto in quanto tramite tra Balducci e Rutelli per i lavori dei 150 anni”.

QUALI FURONO I PRIMI PROVVEDIMENTI?

“Tra i primi adempimenti che il consulente riteneva di dover svolgere vi era proprio quello di incontrare l’Avv. Pazzaglia, semplicemente in quanto autore della predetta segnalazione. In occasione di tale incontro il medesimo legale consegnava al Dr. Bologna ‘una copiosa documentazione societaria dalla quale risulta una situazione piuttosto complessa, riguardante non solo la società Alivision Transport S.c.a.r.l., ma anche la società Terravision Transport S.c.a.r.l. e numerose altre società'”.

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Il procedimento fu assegnato al Sostituto Procuratore, Dr. Mario Dovinola. Bologna depositò la consulenza tecnica “integralmente ed acriticamente recepita dai Sostituti Procuratori, Dr. Mario Dovinola e Dr.ssa Paola Filippi che, facendo proprie le conclusioni rappresentate dal Dr. Bologna, depositavano dinanzi al Tribunale Fallimentare di Roma, in data 4 novembre 2013 ricorso per la dichiarazione di fallimento nei confronti di Alivision richiedendo la fissazione dell’ udienza con estrema urgenza“.

PERCHE’ TANTA FRETTA?

Dovinola e Filippi, notificarono alle ore 12.30 presso la sede della società Alivision Transport Scarl l’istanza di fallimento nr. 2418/2013, con udienza fissata per il giorno 13 novembre 2013 alle ore 9.30.

NEGATO IL “DIRITTO DI DIFESA” 

Il Tribunale Fallimentare concesse appena 3 giorni per la convocazione dell’udienza e la Procura notificò l’atto solo 45 ore prima dell’udienza.

“A tal proposito, risulta singolare che la Procura chieda con urgenza il fallimento di un’azienda sana con 80 dipendenti, 5 autorizzazioni amministrative, affidamenti bancari e finanziari, titolarità di partecipazioni societarie sulla scorta di una consulenza datata 27 giugno 2012 allorquando l’istanza di fallimento porta la data dei circa 19 mesi dopo, ovvero 4 novembre 2013″.

Debiti, presunti, di € 5.584.549,10 ripartiti in:

– 3.558.055,83 € per un presunto debito di firma nei confronti di Equitalia Sud;

– 1.315.265,15 € per un presunto debito asseritamente dovuto al mancato pagamento di alcune fatture reclamate dall’Avv. Katiuscia Perna nella qualità di curatrice del fallimento 71/2013;

– 711.228,12 € per un presunto debito che secondo la curatrice del fallimento 71/2013, Avv. Katiuscia Perna, la società fallita avrebbe vantato nei confronti della società che in data 24 settembre 2009 aveva ceduto un ramo d’azienda ad Alivision Transport Scarl.

A quel punto l’Alivision, avvalendosi delle analisi tecniche e dei pareri redatti dalla BDO spaper quanto attiene alla verifica contabile/amministrativa, notificò, per mezzo dei propri avvocati, l’atto di citazione per risarcimento danni nei confronti del Dr. Bologna. Tra l’altro, l’eliminazione della Terravision ,secondo i ricorrenti, avrebbe riportato benefici alla concorrenza.   

“Ricevemmo il decreto, motivato e esaustivo di ogni aspetto relativo a questa singolare istanza, emanato dalla sezione fallimentare del Tribunale di Roma con cui rigettò la richiesta di fallimento promossa dalla Procura della Repubblica di Roma nei confronti della società del Gruppo Terravision, Alivision Transport scarl”. A dirlo fu Yakuta Rajabali, Vice Presidente Terravision Group. “Dall’esame del contenuto della documentazione in atti non emerge la prova di inadempimenti da parte di Alivision ad obbligazioni a contenuto pecuniario di consistente ammontare, né di altri fatti esteriori rivelatori della sussistenza dello stato di insolvenza prospettato dal pubblico ministero” è scritto nella sentenza. In altre parole, l’azienda non può dichiararsi fallita. 

E ancora:“Il debito verso l’Erario è frutto di una valutazione, dai contenuti non esenti da critiche, effettuata dal consulente del pm, soggetto sfornito della potestà di accertamento dell’esistenza di debiti tributari”.

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