Scontro Rai Zone d’ombra: quando gli onnipotenti schiaffeggiano i piccoli

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Inviato della trasmissione ‘L’Arena’ di Rai uno, Roberto Campagna monopolizza la conferenza stampa di Gianni Chiodi sui fondi FESR, con domande riguardanti l’inchiesta sui rimborsi.

 

http://www.youtube.com/watch?v=_hAO5zPkczo&feature=youtu.be

Metti una conferenza stampa voluta e organizzata dalla Regione Abruzzo. Metti che all’incontro con la stampa abbiano partecipato Gianni Chiodi, Alfredo Castiglione, Mauro Di Dalmazio e Carlo Masci. Metti che l’argomento del convegno sia stato la presentazione della rendicontazione dei Fondi Fers in Abruzzo. Metti che in tanti, tra il pubblico intervenuto, abbiano avuto l’interesse, dopo la conferenza, a porre qualche domanda al governatore Chiodi e ai suoi assessori sull’argomento. Impossibile. 

Eppure, sul tema del Programma Operativo Regionale 2007-2013 del F.E.S.R., si poteva e doveva fare visto che, al 31 dicembre 2013, la Regione ha finanziato 1321 opere pari al 61% del totale. E, in effetti, al termine dell’incontro era stato previsto un ulteriore incontro con i giornalisti per fare domande e richiedere delucidazioni e dettagli. Ma, come detto, è stato impossibile.

Da Roma, Massimo Giletti, ci ha catapultato il suo inviato Roberto Campagna che, presentatosi al momento delle interviste e dei chiarimenti sul tema dei fondi europei, monopolizza la conferenza con domande a raffica sui fondi del governo Berlusconi dati a Letizia Marinelli per il centro antiviolenza a L’Aquila. 

Non siamo noi a decidere l’opportunità o meno delle domande. Ci mancherebbe. Ci chiediamo: perché Campagna non è andato alla conferenza stampa di mercoledì 5 febbraio in cui il presidente della Regione Abruzzo ha spiegato tutto? Chissà. La cosa che ci ha dato fastidio, ma solo a noi a quanto pare visto che nessun altro giornalista ha proferito parola, è che Campagna ha lasciato poco spazio, quasi nulla, ai giornalisti locali. Spazio sottratto perché Campagna aveva altre questioni da affrontare? E noi abbiamo solo cercato di capire da Campagna se è così che ci si comporta nei confronti dei colleghi e se non era il caso di porre tali domande in altro contesto, magari a fine convegno. Le nostre domande e osservazioni però a Campagna non sono piaciute e ci ha intimato a spegnere la telecamera.

Ovviamente, il parco giornalistico presente, non ha detto una parola in nostra difesa perché spaventati dal giornalista romano. Chissà se certa stampa abruzzese ha mai sentito parlare della parola ‘orgoglio’. Crediamo proprio di no. Se si nasce schiavi e senza palle si muore schiavi e senza palle.

ZdO


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