Seregno, cade l’accusa per l’ex assessore Ciafrone: “Assolto perché il fatto non costituisce reato”

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Assolto perché il fatto non costituisce reato. Finisce così la vicenda legata ai presunti accordi torbidi tra pubblica amministrazione e mafia. Oggi arriva la sentenza di assoluzione per due nomi coinvolti nell’inchiesta: l’ex assessore Gianfranco Ciafrone e l’ex segretario comunale Francesco Motolese.




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Assolto perché il fatto non costituisce reato”. Con questa formula il Gip del Tribunale di Monza, Silvia Pansini, ha assolto l’ex assessore Gianfranco Ciafrone che era accusato di abuso d’ufficio nel processo con rito abbreviato sul presunto malaffare nell’urbanistica di Seregno. “Assolto perché il fatto non sussiste…Questo è l inizio. Grazie a tutti per le mille telefonate e messaggi” scrive sulla propria pagina Facebook Ciafrone. 

“Assolto perché il fatto non sussiste” anche l’ex segretario comunale Francesco Motolese, che doveva rispondere della stessa accusa sul piano urbanistico presentato dall’imprenditore Antonino Lugarà per realizzare un nuovo supermercato su un’area dismessa in via Valassina.

I  pubblici ministeri, Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo, avevano chiesto due anni di reclusione per Ciafrone e un anno e quattro mesi per Motolese. Inoltre il Comune di Seregno aveva chiesto 100mila euro nei confronti dell’ex assessore come risarcimento per il danno d’immagine e di 20mila euro per Motolese.

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