Sesso in cambio di casa popolare, arrestato assessore del Comune di Chieti

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Concussione, tentata concussione e violenza sessuale sono le accuse contestate all’assessore con delega alle politiche della casa del Comune di Chieti, Ivo D’Agostino.

Concussione, tentata concussione e violenza sessuale sono le accuse contestate all’assessore alla sanità, politiche della casa e protezione civile del Comune di Chieti, Ivo D’Agostino e contenute nel provvedimento di custodia cautelare emesso dal gip del tribunale di Chieti, su richiesta del pubblico ministero. D’Agostino, che è stato posto agli arresti domiciliari, avrebbe preteso prestazioni sessuali in cambio di assegnazione di alloggi. L’uomo, a cui è contestata anche la concussione, avrebbe abusato di 5 ragazze in gravi condizioni economiche.

Le ragazze si rivolgevano all’assessore per ottenere una casa popolare e D’Agostino, secondo l’accusa, pretendeva in cambio prestazioni sessuali. I presunti abusi, sarebbero avvenuti negli uffici dell’assessorato. Il sindaco Umberto di Primio ha avocato a sè le deleghe dell’assessore D’Agostino.

Chi è Ivo D’Agostino

Ivo D’Agostino, esponente teatino dell’Udc, è originario di Moscufo. È impiegato nella Asl di Chieti ed esercita l’attività politica dal 1993. Già coinvolto in una richiesta di dimissioni per una vicenda legata al piano emergenza della Protezione Civile.

“Sex for house”

L’operazione di polizia giudiziaria condotta dalla squadra mobile di Chieti è stata chiamata “Sex for house”. A dare il via alle indagini la denuncia presentata lo scorso 6 giugno da una delle vittime, di nazionalità caraibica, la quale si era recata presso l’assessorato alle poltitiche per la casa in cerca di un alloggio. L’assessore ne avrebbe in seguito approfittato dello stato di necessità della donna per carpirne favori sessuali. Altre quattro donne, tutte giovani ed avvenenti, sono state poi rintracciate dagli uomini della mobile, grazie anche alla collaborazione del responsabile della locale Caritas. Si tratta di una rumena, di una polacca e di due cittadine italiane, tutte estremamente bisognose, le quali, dopo un’iniziale timore, hanno ammesso di essere state vittime dello stesso modus operandi da parte dell’assessore. Gli episodi si sarebbero verificati in un arco temporale che va dal novembre 2011 a poche settimane fa. La misura cautelare agli arresti domiciliari è stata firmata dal gip del tribunale di Chieti, Paolo Di Geronimo, su richiesta del pubblico ministero Lucia Campo la quale aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. 

Umberto Di Primio:«Estrema fiducia nella Magistratura»

Il primo cittadino di Chieti su facebook ha comunicato che:«venuto a conoscenza del provvedimento cautelare notificato all’Assessore Ivo D’Agostino, sentiti la Giunta ed i Capigruppo consiliari di maggioranza, ho firmato un decreto con il quale ho avocato a me tutte le deleghe dell’Assessore D’Agostino, coinvolto nell’inchiesta di cui è titolare la Procura della Repubblica di Chieti». Poi aggiunge:«In attesa di conoscere meglio i fatti, ribadisco estrema fiducia nell’operato della Magistratura, auspico che possa essere fatta piena luce sulla vicenda e mi aspetto che l’Assessore D’Agostino possa dimostrare la sua estraneità a quanto gli viene contestato». 

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