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Intorno alle ore 12 di mercoledì scorso siamo rimasti vittime di un attacco informatico. O meglio hacker. Ci siamo finiti anche noi, purtroppo.

 

Intorno alle ore 12 di mercoledì scorso siamo rimasti vittime di un attacco informatico. O meglio hacker. Ci siamo finiti anche noi, purtroppo.

Era da aspettarselo anche perché da qualche settimana in posta elettronica stavamo ricevendo strani messaggi. Intorno alle ore 12 di mercoledì scorso siamo rimasti vittime di un attacco informatico. O meglio hacker. Ci siamo finiti anche noi, purtroppo. Era da aspettarselo anche perché da qualche settimana in posta elettronica stavamo ricevendo strani messaggi. Intorno alle ore 12 di mercoledì scorso siamo rimasti vittime di un attacco informatico. O meglio hacker. Ci siamo finiti anche noi, purtroppo. Era da aspettarselo anche perché da qualche settimana in posta elettronica stavamo ricevendo strani messaggi.  Intorno alle ore 12 di mercoledì scorso siamo rimasti vittime di un attacco informatico. O meglio hacker. Ci siamo finiti anche noi, purtroppo. Era da aspettarselo anche perché da qualche settimana in posta elettronica stavamo ricevendo strani messaggi.    Intorno alle ore 12 di mercoledì scorso siamo rimasti vittime di un attacco informatico. O meglio hacker. Ci siamo finiti anche noi, purtroppo. Era da aspettarselo anche perché da qualche settimana in posta elettronica stavamo ricevendo strani messaggi. L’ultimo, prima del blocco del sito, ci è arrivato alle 9.54 del 16 aprile: “Your message could not be delivered for 1 days, 4 hours, 0 minutes. It will be retried until it is 5 days, 0 hours, 0 minutes old. For further assistance, please send mail to <postmaster> If you do so, please include this problem report. You can delete your own text from the attached returned message”. Un paio d’ore dopo Zone d’Ombra è stato oscurato. Difficile risalire agli artefici di questa operazione che, al momento, pare mirata nei nostri confronti. Sul server dove erano ‘poggiati’ altri siti non ci sono stati problemi e le web hanno continuato a funzionare regolarmente. Questo sedicente gruppo hacker dichiarava, persino sulla propria pagina Facebook, di operare in Indonesia. Il giorno del blocco del nostro sito, orgogliosamente, rivendicavano il nostro abbattimento. Non siamo stati i primi e non saremo gli ultimi ad essere oscurati da gentaglia senza fissa dimora mentale. Ma una cosa ci va di dire a chi, probabilmente servendosi di criminali informatici ha abbattuto il nostro sito, che non sono queste le cose che ci fermeranno. Intanto, la cosa che ci preme di più fare, è ringraziare chi ha permesso a Zone d’Ombra di tornare online e che in queste 48 ore hanno lavorato intensamente. I nomi non li facciamo per evidenti motivi di sicurezza ma loro sanno quanto li amiamo. E a voi tutti che ogni giorno ci seguite chiediamo scusa per questo inconveniente e vi ringraziamo per la vicinanza che ci avete dimostrato. Grazie.    

Zone d’Ombra

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