Spari al tribunale di Milano: tre morti. Arrestato il killer

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Un uomo, accusato di bancarotta, ha fatto fuoco sul banco di alcuni testimoni. L’edificio, al momento, è stato evacuato. I morti sono tre. 

A sparare sarebbe stato Claudio Giardiello che avrebbe colpito a morte il giudice fallimentare Fernando Ciampi. Ferite anche altre persone. Il tutto è accaduto al quarto piano, al lato di via Manara, del tribunale. I 5 colpi di pistola sono stati sparati alle 11.

 

UCCISO: Fernando Ciampi

Il giudice ucciso: chi è

Il magistrato freddato da Giardiello è il giudice fallimentare Fernando Ciampi che sarebbe stato ucciso nel suo ufficio, al secondo piano del palazzo di Giustizia. Giardiello lo avrebbe raggiunto in ufficio dopo aver sparato quattro colpi di pistola nell’aula della seconda sezione penale dove si svolgeva il processo a suo carico per bancarotta. Ciampi quando era presidente della sezione fallimentare presiedette un processo a carico di Giardiello per bancarotta fraudolenta. 

 

Chi è il killer

L’autore di questa strage è Claudio Giardiello, socio di maggioranza dell’immobiliare Magenta srl, fallita già da qualche anno. Giardiello aveva interessi nel settore dell’edilizia. È originario di Benevento, dove è nato nel 1958, ma attualmente risiede in Brianza. A suo carico, pare, ci fossero già alcune cause giudiziarie per le gravi condizioni finanziarie in cui si trovava. 

La fuga

Giardiello si è dato alla fuga ed è subito scattata la caccia all’uomo da parte delle forze dell’ordine. È stato dato l’ordine di sgombero dell’intero edificio e, attualmente, centinaia di persone si sono riversate in strada. Giardiniello avrebbe sparato contro un testimone e altri due uomini un attimo dopo che il suo difensore ha rinunciato al mandato. La conferma del fatto è arrivata dal procuratore della Corte d’Appello, Giovanni Canzio, ha confermato la presenza di più vittime. Oltre a Ciampi anche l’avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani. Per Giorgio Erbaimputato insieme a Davide Limoncelli nel processo in corso nell’aula della seconda sezione penale, non c’è stato nulla da fare ed è morto in ospedale al Policlinico di Milano. Sono state subito chiuse tutte le uscite del tribunale e permesso l’accesso solo ai soccorritori del 118 che hanno trasportato i feriti in ospedale. Giardiello ha sparato anche in direzione del pm Gaetano Ruta, ma lo ha mancato. 

Alcuni testimoni al Giornale hanno raccontato:“Ho sentito degli spari e ho visto un uomo con una gamba insanguinata, ho avuto paura e sono scappato”. Mi sembra incredibile quello che è successo“, ha riferito un 50enne che era all’interno nel momento degli spari. “Non è possibile – ha aggiunto – che una persona possa entrare armata in un tribunale soprattutto in un periodo in cui i controlli dovrebbero essere più forti”.

“Ci siamo asserragliati nell’aula, appena sentiti gli spari”, ha raccontato l’avvocato Roberto Faletti, in udienza in un’aula accanto a quella dove l’omicida ha sparato.“I carabinieri ci hanno detto di restare chiusi nell’aula e di non muoverci – ha aggiunto – eravamo in sette, compresi il giudice e il pm”.

L’avvocato Vaghi, nell’altra aula accanto, udito gli spari è entrato nell’aula e ha descritto l’orribile scena:ho visto il mio collega l’avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani, riverso a terra con la camicia sporca di sangue. L’ho toccato ed era già freddo e non respirava più”. Questa la drammatica testimonianza dell’avvocato Vaghi, che aveva udienza nell’aula accanto ed è stato fra i primi a soccorrere i feriti.

Dopo un’ora e mezza di fuga, Giardiello è stato catturato a Vimercate.

Tra le udienze di oggi erano previste quella per il crac Eutelia e un’altra che doveva decidere sullo sblocco del miliardo e 200 milioni di euro su richiesta degli avvocati del Commissario straordinario dell’Ilva di Taranto, Piero Gnudi. 

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