Stamina: atto finale

Inchieste

L’atto finale c’è stato lunedì a Roma in piazza Monte Citorio. Il popolo di Stamina si è ritrovato nel luogo simbolo della battaglia: al civico 117.

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L’atto finale c’è stato lunedì a Roma in piazza Monte Citorio. Il popolo di Stamina si è ritrovato nel luogo simbolo della battaglia: al civico 117. La tenda da oltre tre mesi ospita alcuni malati tra cui Marco e Sandro Biviano di Lipari, affetti da distrofia muscolare e in prima linea nella richiesta della libertà di cura con le staminali. Intorno alle 11 i manifestanti hanno bloccato i punti nevralgici di Roma e provocando tensioni tra automobilisti. Via del Tritone e via del Corso, nelle prossimità di Palazzo Chigi, sono state rese inaccessibili al traffico. Durante la mattinata si sono diffuse varie voci rispetto al fatto che il Governo avrebbe incontrato alcuni rappresentanti della protesta ma risultate infondate. Intorno alle 13 i fratelli Sandro e Marco Biviano, si sono attaccati una flebo e si sono tolti il sangue con una siringa per poi gettarlo in terra. I due malati vogliono dal Governo un decreto d’urgenza per assicurare le cure compassionevoli con il metodo Stamina. “La colpa di tutto ciò ricadrà sul ministro della Salute Beatrice Lorenzin, sul presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e sul presidente del Consiglio Enrico Letta” hanno gridato i pro Stamina. Dopo il gesto estremo dei Biviano la folla ha scavalcato la recinzione di Montecitorio e ha raggiunto l’ingresso del palazzo. Le forze dell’ordine hanno chiuso il portone della Camera tentando di allontanare le persone. Un paio di carabinieri, che hanno perso il controllo aggredendo alcuni manifestanti, sono stati allontanati dal cordone di agenti. Un altro manifestante è stato strattonato da due poliziotti in borghese e sbattuto sul fianco di un blindato. Solo la presenza della nostra telecamera ha evitato il peggio tant’è che un poliziotto al collega ha detto:”Occhio alla telecamera, fai piano”, mentre l’altro strattonava l’uomo. 

L’indifferenza della politica è stata enorme. La freddezza nei confronti dei malati delle forze dell’ordine scandaloso. Questo è però lo Stato in cui viviamo. Inutile chiedere a esecutori di ordini di passare dall’altra parte della barricata, quella onesta. Inutile. Inutile che una mamma con le lacrime agli occhi chieda ad un poliziotto di non usare la violenza. Inutile. Inutile perché non possono capire perché addestrati per non capire. Loro sono quelli che per 1000 euro al mese metto a repentaglio la loro vita per difendere dei delinquenti. Il prefetto di Roma è stato obbligato ad accogliere i manifestanti per dare un contentino ai malati e per liberare le strade. Nei prossimi giorni non succederà nulla e tutto rimarrà così fin quando non bloccheranno Roma a oltranza. «Chi ha paura muore tutti i giorni, chi non ha paura muore una sola volta». Diceva Falcone.


Antonio Del Furbo

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