Stamina, Noemi ce l’ha fatta: il giudice ha detto sì alle cure

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Erica Molino e Davide Vannoni

 

Le infusioni sulla piccola bimba di Guardiagrele (Chieti) verranno riprese il prossimo 25 luglio presso gli Spedali Civili di Brescia. La notizia è arrivata poco fa appena dopo l’ordinanza del Tribunale dell’Aquila.

Noemi, da tempo affetta da Sma1, ha finalmente ottenuto l’accesso alle cure. Il capo dell’equipe che dovrà eseguire il trattamento sulla bimba sarà Erica Molino, della Stamina Foundation. I giudici, nella sentenza, hanno rimarcato ancora una volta:”il diritto alle cure come ultima speranza di vita“. Nel provvedimento si specifica inoltre che la Molino avrà il compito di nominare i membri dell’équipe, dettare le tempistiche e, quindi, le modalità di esecuzione del trattamento usando le strutture e apparecchiature degli Spedali. 

L’ordinanza dell’Aquila non è che un’altra sentenza a favore dei malati che da tempo chiedono il rispetto delle leggi. La famiglia di Noemi ha più volte lanciato appelli affinché la piccola venisse trattata a Brescia ma, fino ad oggi, senza un risultato concreto. 

Anche se Stamina mette a segno un’altra vittoria nella battaglia per la libertà di cura, parte della scienza insieme ai poteri giudiziari, politici e farmaceutici continuano a scontrarsi tra di loro a colpi di leggi. Molino, ad esempio, se da un lato il Tribunale dell’Aquila le ha dato il permesso per operare, la procura di Torino la vede come indagata nell’inchiesta su Stamina Foundation. Così come il vice presidente di Stamina, Marino Andolina, indagato anche lui dalla procura torinese ma nominato commissario ad acta dal Tribunale di Pesaro per la ripresa delle infusioni di staminali su Federico Mezzina, il bimbo affetto dalla malattia di Krabbe.

Intanto Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation, ha comunicato che “La sentenza del Tribunale dell’Aquila è esemplare perchè rimarca il diritto di giovani pazienti di accedere a queste cure come ultima speranza di vita”.

Antonio Del Furbo

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