Stamina, parte la petizione dall’Abruzzo

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Sono arrivate a quasi 1000 le firme raccolte dagli organizzatori. La finalità è quella di convincere il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodo, a convocare un Consiglio Regionale durante il quale tutti i genitori dei bimbi malati possano testimoniare i miglioramenti dei loro figli dopo la cura con il metodo Stamina.

Sono arrivate a quasi 1000 le firme raccolte dagli organizzatori. La finalità è quella di convincere il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodo, a convocare un Consiglio Regionale durante il quale tutti i genitori dei bimbi malati possano testimoniare i miglioramenti dei loro figli dopo la cura con il metodo Stamina.

«La Regione Abruzzo – si legge nella petizione – con l’approvazione della risoluzione, ormai denominata, “Stamina” ha dimostrato notevole sensibilità verso tutti quei malati che affetti da patologie incurabili non hanno nessuna alternativa possibile se non la morte. La stessa sensibilità non è stata dimostrata dal Ministro della Salute e dalla Commissione di “scienziati” nominata dal ministero per decidere sulla sorte di centinaia di migliaia di persone. Sicuramente questi soloni si saranno divertiti a giocare con la roulette russa peccato però che al posto della loro testa di fronte alla canna della pistola c’erano le teste di Chantal, Giorgia, Sebastian, Aurora, Mattia e tanti altri bambini ed adulti che a gran voce chiedono di non spegnere loro l’unica speranza». Quindi una valutazione obiettiva:«tutti coloro che hanno potuto accedere al metodo Stamina, hanno avuto sensibili miglioramenti testimoniati non solo dai familiari, ma anche dai medici specialisti e curanti.
Anche se siamo sicuri che tutti i membri della Commissione, il Ministro Lorenzin, la Senatrice a vita Cattaneo e tanti altri sono persone serie, non corrotte e seguono una condotta pulita, può accadere che qualcuno, (non tra loro), possa lasciarsi tentare dal voler mettere il Professor Vannoni alle corde in modo tale da costringerlo ad abbandonare Stamina ed elargire la tanto ambita formuletta…
Questo soggetto in mala fede, con la bella formuletta, potrebbe trasformare questa cura compassionevole in farmaco col risultato che se oggi un ciclo di cinque infusioni, ha un costo di circa 5.000,00 euro domani, come farmaco, la terapia verrebbe a costare oltre i 200.000,00 euro a ciclo. Un bel business!». L’invito, quindi, al Presidente Gianni Chiodi, al presidente della Commissione Bilancio Emilio Nasuti e al Capogruppo PD Camillo D’Alessandro a:«convocare un Consiglio Regionale durante il quale i genitori di Mattia Fagnoni, Celeste Carrer, Sebastian Guercio, Federico Mezzina, Sofia De Barros, Ginevra Arnieri, Gioele Genova, Smeralda Camiolo e così via, possano venire a testimoniare insieme ai loro medici di fiducia i miglioramenti avuti dai loro bambini. In questo modo – conclude la nota – la Regione Abruzzo sarebbe la prima Istituzione in Italia che da voce a chi andrebbe veramente data: a coloro che hanno beneficiato di questa terapia avendo miglioramenti inspiegabili e mai avuti nella storia delle patologie ad esito infausto dalle quali sono affetti. Questa lettera sottoscritta da centinaia di persone è un appello che non deve restare inascoltato». 

In due giorni sono state raccolte 750 firme. Chi volesse firmare può farlo all’indirizzo Cure compassionevoli.

 

 

 

 

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