Stamina, presentati i risultati: i pazienti stanno meglio.

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Il professor Davide Vannoni e il dottor Marino Andolina, alla presenza del dottor Massimo Sher neurologo indipendente, hanno presentato i risultati positivi ottenuti con il metodo Stamina durante una conferenza stampa, molto accesa, tenutasi a Roma. 

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Il professor Davide Vannoni e il dottor Marino Andolina, alla presenza del dottor Massimo Sher neurologo indipendente, hanno presentato i risultati positivi ottenuti con il metodo Stamina durante una conferenza tenutasi a Roma. L’incontro con la stampa è durato oltre tre ore e, verso la fine, si sono registrati forti scambi di opinioni tra alcuni giornalisti e i medici. Eppure, ciò che è stato dichiarato pubblicamente, non lasciava dubbi:”i pazienti in trattamento negli Spedali Civili di Brescia con metodo Stamina, stanno mostrando evidenti segni di miglioramento sulla base di esami clinici effettuati” ha dichiarato il professor Davide Vannoni. Poi ha continuato:”ci sono 34 cartelle per ogni paziente abbiamo valutazioni e certificazioni di una cinquantina tra medici ospedalieri, medici curanti e neurologi”. Gran parte della documentazione è stata già consegnata al Tar del Lazio ed entro il 20 novembre verrà consegnata al Tar di Brescia per il ricorso contro l’AIFA. “Uno scienziato che vuol sapere qualcosa su un metodo – continua il presidente di Stamina Foundation – chiede a chi ci sta già lavorando delle informazioni al fine di una collaborazione. Il ministero della Salute perché non ha ascoltato i pazienti, le famiglie dei pazienti e i loro medici di famiglia? – si domanda Vannoni – . Da un lato, in sostanza, ci sono dei pazienti in cura presso gli Spedali di Brescia in cui non si è riusciti a imporre un controllo dall’altro ci sarebbe dovuta essere una sperimentazione che, nel caso, avrebbe dovuto riportare gli stessi risultati delle persone in cura a Brescia.

Vannoni poi chiarisce che la metodica è disposta a farla conoscere a professori come Camillo Ricordi che ha dimostrato ampia apertura verso il metodo Stamina e non ad altri. Poi si procede a chiarire gli aspetti particolari riguardanti i referti: 8 sono le malattie di Niemann Pick (6 sono bambini), 7 Sma 1 (6 sono bambini) 5 Sla adulti, 5 leucodistrofie metacromatiche, 4 Parkinson, 2 paralisi cerebrali infantili, 1 sclerosi multipla, 1 malattia di Tay-Sachs, 1 Sma3 (adulto). Stranamente solo due pazienti si sono rifiutati di presentare le proprie cartelle cliniche: il cognato del direttore dell’ospedale e Luca Merlino, dirigente dell’assessorato Sanità in Regione Lombardia. Merlino, intervistato dalle IENE ha dichiarato:”Penso che proseguirò, perché ritengo che il mio organismo sia stato sollecitato in modo corretto da questa terapia, quindi penso che se mi daranno l’opportunità di finire le mie infusioni lo farò…Un anno e mezzo fa pesavo 20 kg di meno, ma non perché ero a dieta. Per cui di sicuro il risultato migliore che posso rilevare su di me è quello…Ho riiniziato a poter usare le braccia come riuscivo ad usarle 10-12 anni fa”.

Il dottor Sher ha dichiarato che:”La terapia non ha mai provocato effetti collaterali negativi. I pazienti con Parkinson hanno ridotto gli antidolorifici e gli antidepressivi. Diminuiti i tremori e le cadute. Nei malati di Sla sono migliorate: respirazione, deglutizione, incontinenza e si è ridotta la spasticità. Una donna riesce a camminare con un ausilio, altri parlano al telefono, cose che prima non facevano”. Quei bambini con paralisi cerebrale infantile hanno avuto miglioramenti nella deglutizione e la capacità di camminare, sono comparsi movimenti volontari e lacrimazione. Un piccolo malato di Niemann Pick aveva fegato e milza grossissimi, organi che, dopo le prime infusioni, si stanno avvicinando alle misure normali. Un dato molto interessante è emerso nel morbo di Krabbe, le analisi del sangue, dopo trattamento Stamina, hanno evidenziato la presenza dell’enzima mancante, la cui assenza provoca l’intossicazione cellulare responsabile dell’insorgenza della malattia. 

In questo quadro molto chiaro non sono mancate polemiche da parte di alcuni giornalisti freelance. Mi sono apparsi come “dischi rotti” e in vena di alimentare polemiche sterili e inutili al dibattito. Da un lato concretezza dall’altro prese di posizioni al limite del ridicolo. C’è sempre peggio alla Lorenzin.

di Antonio Del Furbo

 

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