Stamina, Vannoni riparte dalla Georgia

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Le voci di un “investimento” all’estero per proseguire le cure dei pazienti si rincorrevano da tempo. Ora, pare, che le cose si siano concretizzate.

di Antonio Del Furbo

I duri e puri, quelli che continuano a credere al metodo del professor Davide Vannoni lo stanno seguendo all’estero. I pazienti italiani proseguiranno le infusioni di cellule staminali a Tbilisi, in Georgia.

In tanti si sono già recati (altri sono in partenza) al Mardaleishvili Medical Centre di Tbilisi per le infusioni di staminali. A confermare il fatto è stato il marito di una donna malata di Sla, recatosi in Georgia.

”È la cooperativa Stamina che ha organizzato tutto e Vannoni non c’entra, fa solo da supervisore. Non so neppure se vada o meno”.

Un’altra testimonianza arriva dalla Sicilia, da una mamma che su Facebook, a proposito della figlia, scrive:

Questo sorriso è valso tutto, i sacrifici, i viaggi, i costi, il prelievo, le attese. Insomma: amore di mamma, staminali di mamma….ancora e sempre sì alla vita, sì a Stamina!”.

Alla donna risponde Vannoni:

“L’idea che le tue cellule staminali stiano ri-generando il tessuto cerebrale dentro la bimba va oltre la scienza ed entra in quella sfera della vita che non ha un nome o una definizione: chiamarlo solo Amore è riduttivo”.

Il professor Vannoni era stato costretto a interrompere la sua attività dalle autorità giudiziarie. Prosciolto nel processo per tentata truffa ai danni della Regione Piemonte, era stato rinviato a giudizio nel febbraio del 2014. L’accusa era che nel 2007 Vannoni tentò di ottenere un finanziamento di 500mila euro da Mercedes Bresso, allora governatrice della Regione, al fine di realizzare un laboratorio per lavorare le cellule staminali.

Tale somma fu stanziata all’Associazione di medicina rigenerativa Onlus con un’apposita delibera di Giunta. Ma, ad aprile 2008, l’iter per il finanziamento fu bloccato dall’assessore alla ricerca, Andrea Bairati. Dunque la richiesta del pm a due anni di reclusione. Dopo il proscioglimento Vannoni commentò:

“Era un processo costruito sul nulla. E quindi speravo in un’assoluzione completa, non certo nella prescrizione. La questione francamente non mi interessa, mi sto occupando di altro. Non sono per nulla preoccupato della questione”.

Oggi, quindi, si apre una nuova speranza per i malati e uno di loro racconta:

”Migliaia di malati stanno andando in Georgia perché Stamina si appoggia a una clinica georgiana per le infusioni di staminali. Tutti coloro che erano pro-Stamina stanno andando lì. Dai genitori del piccolo Federico e della piccola Celeste ad altri, da tutte le parti d’Italia”. ”Siamo costretti ad andare lì con tutti i mezzi possibili che abbiamo non ci sono i mezzi tecnici che ci sono da noi. Noi abbiamo i mezzi tecnici, ma le infusioni le facciamo fare agli altri. In Italia con 5mila euro ce la saremmo cavata, lì sono molti di più”.

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