Stato e Enti pubblici non pagano contributi ai dipendenti. E l’Inps non li denuncia

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Stato e Enti pubblici hanno contribuito a creare un enorme buco all’Inps per via dei mancati contributi versati nelle casse dell’ente previdenziale. Qualcuno ha agito per vie legali nei confronti di Regioni, Comuni e Province? Manco per niente.

Antonio Del Furbo

Eppure non parliamo di spiccioli ma bensì di 54 miliardi di euro. Somma che ogni anno cresce di 7 miliardi. Non male il danno che lo Stato combina a se stesso e a noi comuni mortali.

Lui stesso, lo Stato, ci ha sempre detto che non pagare i contributi è un reato gravissimo ed è punito fino a due anni di carcere. Bene e lui, lo Stato, che fa? Non versa i contributi a quelli che noi manteniamo, ovvero ai dipendenti pubblici.  

Ora, cosa succede a un imprenditore che in un momento di affanno non riesce a pagare i contributi? Succede che il datore di lavoro può incorrere nei guai, sfociando questa omissione nel penale. Due anni di carcere ad esempio.

L’iter è semplice: l’Inps ti scrive e se entro un tot di tempo non paghi trasferiscono tutto a Equitalia che firma la morte. La tua. L’Inps nei confronti di Regioni, Comuni e Province invece non muove un dito. Motivo? Perché a loro dire salterebbe il sistema dell’amministrazione pubblica. Da una parte lo Stato strozza e ammazza, dall’altra tollera perché tanto a pagare siamo noi, solo noi, sempre noi. 

E chi ha il compito, gravoso, di far fronte a quei 54 miliardi di euro che lo Stato insieme ai suoi dipendenti e funzionari genera e, soprattutto, non paga? Sempre noi, sia chiaro. Noi con le nostre tasse e i nostri sacrifici. Noi che dobbiamo pagare, poi, stipendi a magistrati, a funzionari, a politici, a dipendenti fannulloni, a segretarie e portaborse.

Pensateci quando andate a votare. Pensateci quando vi lamentate e non fate nulla per abbattere questo Stato illegale.

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