Strada dissestata? La Provincia di Chieti la chiude ai ciclisti

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Niente, è più forte di loro, non ce la fanno a farne una giusta. Continuano a combinarne una dopo l’altra nonostante non esistano più. Forse.

di Antonio Del Furbo

Di che parliamo? Delle Province, ovviamente. Vi ricordate quando si diceva che dovevano sparire? Che dovevano essere polverizzate? Che non sarebbero esistite più? Ebbene, ci sono ancora. E vengono gestite, abbastanza frequentemente, da sindaci, ex trombati della politica e, ovviamente, qualche amico dell’amico dell’amico. Il format è sempre quello. Un format italiano che abbiamo esportato in tutto il mondo.

Ma il cittadino qualunque dirà: va bene, ma serviranno a qualcosa se stanno ancora in piedi. Forse sì, a farci pagare più tasse per mantenere dipendenti e funzionari sulle loro poltrone e che ci costano 12 milioni l’anno

Poi ci sarebbe il territorio da valorizzare e di cui occuparsi ma, a quanto pare, pur essendo nelle intenzioni dell’ente, in questa impresa pare non si riescano a districare in maniera ottimale. Sarà forse che il presidente Mario Pupillo è troppo indaffarato con l’altro suo incarico di sindaco del Comune di Lanciano ma le ordinanze le firma senza rifletterci molto. Forse.

Dunque, stando alle belle parole scritte sul sito internet della Provincia di Chieti si legge:

“Chieti e la sua provincia possono essere a ragione considerate uno scrigno d’arte, in cui il binomio natura e cultura primeggia e a questo territorio la popolazione si è adattata sviluppando sulla costa incantevoli località dedite al turismo balneare, mentre nell’immediato entroterra si incontrano, accanto a paesi di antiche origini, veri e propri nuclei rurali, dediti all’economia agricola, all’artigianato e, recentemente, al turismo.

Ebbene, cosa combina Pupillo per valorizzare il territorio, far vivere i luoghi e attrarre turisti? Chiude il transito alle bici di un’importante arteria che collega, guarda caso, uno di quei paesi rurali e di antiche origini alla montagna madre d’Abruzzo: la Maiella.

Motivo? Le pessime condizioni del manto stradale. Come dire: occhio che da domani, ad esempio, potremmo chiudere tutte le altre strade in pessime condizioni anche alle auto. Nell’ordinanza 434 del 23 marzo 2016 Pupillo ordina che:

“L’instaurazione del divieto di transito alle biciclette sulla S.P. 614 della Maielletta, dal km 0+000 località Aia della Forca, al km 16+300 località Mammarosa, a partire dalle ore 01,00 del 24.03.2016, fino a data da destinarsi“.

Inutile spiegare a Pupillo che da quelle parti è passato il Giro d’Italia e la Tirreno-Adriatico che hanno dato ancora più lustro all’Abruzzo dei parchi e del verde. Al politico e ai suoi funzionari poco importerebbe perché loro parlano una lingua diversa dal turismo: loro parlano il burocratese. E non potrebbe essere diversamente.

Esiste un progetto per la messa a norma delle strade che però non ancora viene affidato per l’esecuzione. E chissà quanto partirà.

Insomma, cari turisti accorrete in Abruzzo: qui potrete trovare strade chiuse e dissestate, mare inquinato e aria pudrita. E qualche politico incapace. Ad amministrare.

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