Strafottenza Rom:”Faremo una bella festa”. E i negozi di Casal Bruciato iniziano a fare la fame

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Dopo le polemiche sul loro ingresso nell’appartamento contestato, la famiglia Omerovic torna all’attacco.

 

La famiglia Rom, che ha avuto una casa dal Comune in via Satta nel quartiere di Casal Bruciato, non intende cedere alle proteste di chi non li vuole come vicini di casa. “Nei prossimi giorni  faremo anche una bella festa insieme a tutti i nostri amici” hanno detto.



I residenti sono scesi in piazza a manifestare quando il Comune ha fatto sapere di aver assegnato l’alloggio popolare agli Omerovic: a quel punto è successo di tutto e i cittadini hanno inscenato una dura protesta sostenuti da CasaPound. In base a quale criterio i rom hanno scavalcato famiglie in lista di attesa per un alloggio popolare da anni?”, hanno chiesto gli inquilini.

Il Comune di Roma ha alzato un muro decidendo di non indietreggiare perché quella famiglia nomade “ha diritto” all’alloggio. “Come amministrazione non abbiamo intenzione di piegarci” ha detto l’assessore Castiglione. Tanto che proprio la Raggi ha sfilato nel quartiere per portare solidarietà alla famiglia rom. Una decisione quella del sindaco di Roma che ha innervosito Di Maio:“Aiuti i romani, non i rom”, avrebbe detto – alterato – ai suoi.

Il capofamiglia rom, dal canto suo, si difende anche da chi lo accusa di essere un bandito. “Non sono un ladro, nella mia vita ho sempre lavorato“, ha detto stamattina dal cortile adiacente alla casa di via Satta. “Lavoro ai mercatini, ho una regolare partita Iva e in più vendo macchine su Internet“. Ormai considera “questo posto come la mia casa” e non farà passi indietro. “Nei prossimi giorni faremo anche una bella festa insieme a tutti i nostri amici“, ha detto rientrando nell’appartamento al secondo piano.

Mentre i rom festeggiano c’è chi sta perdendo clienti. “La gente preferisce restare a casa piuttosto che vederli“, ha detto Giulio, parrucchiere cubano di 36 anni, e titolare dello “Yuli Style” a pochi metri da via Satta. “Non sappiamo come andare avanti” ha detto al Giornale. “Le bollette le devo pagare io, in più ho i dipendenti e se le mamme continueranno a non venire e a non portare le figlie sarò costretto a chiudere“.

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