SVERSAMENTO IN MARE TRA ABRUZZO E MOLISE: IL WWF INVIA UN RAPPORTO ALLA PROCURA DI LARINO

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Il report è sull’avifauna colpita. L’associazione chiede misure più efficaci per la gestione dei rischi di inquinamento in Adriatico.

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Il WWF ha inviato un report alla procura di Larino e agli enti a vario titolo coinvolti sulla questione dello sversamento in mare di idrocarburi tra Abruzzo e Molise, tra cui Ministero dell’Ambiente, Capitaneria di Porto, Comando Generale delle Capitanerie di Porto, ISPRA, regioni e comuni. L’associazione, come annunciato la scorsa settimana, in collaborazione con la Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus, ha infatti concluso il monitoraggio dell’avifauna che è stata colpita dal fenomeno.

 I DATI CONFERMANO LO SVERSAMENTO IN MARE

I dati raccolti, riassunti in tabelle, foto, mappe e grafici, evidenziano l’esistenza di un fenomeno acuto di inquinamento che ha interessato decine di esemplari di fauna selvatica, con gabbiani comuni e gabbiani reali particolarmente colpiti. In 20 anni di monitoraggi dell’avifauna condotti sulle coste abruzzesi non si era mai registrato un evento di tale entità. Oltre a riassumere e commentare i dati, raccolti tra il 19 e il 28 gennaio nel tratto di costa tra Pescara e Termoli, e a chiedere di fare chiarezza sulle cause del fenomeno di inquinamento, le associazioni hanno formulato una serie di richieste agli enti per fronteggiare in maniera più efficace ed efficiente il rischio ambientale derivante dalle potenziali fonti di sversamento in mare di idrocarburi presenti in Adriatico.

In ogni caso il fenomeno ha reso ancor più evidente la fragilità dell’ecosistema dell’Adriatico rispetto all’ulteriore deriva petrolifera, che prevede la realizzazione di nuovi pozzi e nuove infrastrutture connesse allo sfruttamento di idrocarburi, che non farebbe altro che aumentare i rischi già esistenti. 

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