Taranto e quel silenzio sui 600 bambini con malformazioni congenite

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Un dato segnalato in uno studio dell’Istituto superiore di sanità. “È  la storia che si ripete e come accaduto nel 2012 non si rendono pubblici i dati dell’indagine epidemiologica Sentieri dell’Istituto superiore di Sanità su Taranto che analizza fino all’anno 2018”.

A sottolinearlo è il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli dopo che la notizia era stata lanciata da Alessandro Marescotti sul sito Peacelink, e rilanciata su Facebook, nei giorni scorsi. “Il M5s doveva aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno -scrive Marescotti- . Adesso che sono al governo hanno tenuto nel cassetto il nuovo studio epidemiologico Sentieri. Uno studio già pronto di cui era stata annunciata la presentazione ufficiale per maggio”.

“Il dato di 600 bambini nati malformati -spiega Bonelli- è presente nella valutazione del danno sanitario dello stabilimento siderurgico Arcelor Mittal, perché non è stata resa pubblica questa notizia considerato che il rapporto era stato presentato nel 2018? Perché 600 bambini nati malformati non diventano una notizia? Perché i ministri dell’Ambiente, della Salute, e dello Sviluppo economico Costa, Grillo e Di Maio non hanno reso pubblica questa notizia, perché hanno rinviato la presentazione dell’indagine epidemiologica?”

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In uno stralcio dell’indagine su Taranto si legge: “In riferimento ai nati da madri residenti nel periodo 2002-2015, sono stati osservati 600 casi con malformazione congenita (MC) con una prevalenza superiore all’atteso calcolato su base regionale”.

Bonelli aggiunge: “Il governo nazionale ha deciso di non presentare nel mese di maggio scorso l’indagine epidemiologica rinviando la presentazione al mese di luglio ovvero dopo le elezioni europee, l’attuale governo pentastellato sta facendo esattamente la stessa cosa che fece il governo con ministro dell’Ambiente Clini quando attese sei mesi prima di presentare l’indagine aspettando la forma dell’autorizzazione aberrante all’Ilva”.

“Da uno stralcio dell’indagine epidemiologica si legge che a Taranto si continua a morire e i rischi di morte legati all’inquinamento sono aumentati nonostante le rassicurazioni del governo che tutto va bene e le accuse di allarmismo fatte contro gli ambientalisti”.

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