Testa d’agnello sanguinante: minacce mafiose a un dirigente del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

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Sono stati trovati appesi sulla recinzione d’ingresso del Centro Natura di Pescasseroli in cui hanno sede gli uffici del Parco. A scoprire l’orrenda scena alcuni dipendenti dell’ente mentre aprivano il Centro.

Immediatamente sono iniziate le indagini per scoprire gli autori della pesante intimidazione. La testa dell’agnello e il cartello con su scritto:“Gennai, pezzo di ….. tornatene a Siena dai tuoi figli o va a finire che noi demoliamo te!” era, appunto, indirizzato al responsabile tecnico Andrea Gennai, 49enne pisano, ex direttore del Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli.

“La scritta – scrive in una nota l’Ente – contiene un esplicito riferimento alle demolizioni e, pertanto, non si tratta né di una bravata, né di una minaccia generica o personale. È un chiaro riferimento alle attività di repressione di abusi messe in atto dal Parco, che prende di mira il responsabile dell’ufficio direttamente impegnato nei procedimenti”. Nel testo è peraltro presente un errore, nella parte in cui si dice a Gennai (pisano) di tornarsene “a Siena”.

Dopo il ritrovamento le dipendenti hanno allertato il servizio di sorveglianza e sono stati chiamati i Carabinieri che hanno provveduto a fare tutti i rilievi del caso. “Esprimo la più completa vicinanza e solidarietà – ha dichiarato il presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Antonio Carrara – e quella di tutto l’Ente, ad Andrea nella convinzione che si tratta di un atto che colpisce il Parco e le attività di controllo del territorio e repressione di abusi che si stanno realizzando e che, evidentemente, disturbano gli interessi di qualcuno che ricorre a gesti di intimidazione, tipicamente mafiosi. Certo il Parco, forte della sua lunga storia, non si fa intimidire e fatti di questo tipo non fanno altro che rafforzare la nostra azione di tutela del territorio. Mi auguro che le forze dell’ordine possano accertare e perseguire i responsabili di questo ignobile gesto”.

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