“Test psicologico per i giudici”. La proposta del ministro Bongiorno

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La selezione dei magistrati deve avvenire con altro metodo secondo Giulia Bongiorno, ministro della Pubblica Amministrazione. “Spero ci possa essere una nuova riflessione sul metodo di reclutamento della magistratura perché ci servono dei magistrati che siano sempre all’ altezza dei loro compiti” ha detto il ministro durante il suo intervento alla scuola di formazione politica della Lega a Milano. E ha poi aggiunto:“Oggi come oggi i magistrati hanno un tipo di concorso solo nozionistico” e, invece, a suo parere “bisognerebbe cercare di fare in modo che ci sia un percorso di tirocinio fatto in modo anticipato rispetto all’esame. Prima si fa il corso di tirocinio e poi si supera l’ esame un po’ come avviene con gli avvocati”. Chi ha in affidamento il tirocinante esprime un parere sulle attitudini di quest’ultimo.




Poi, spiega il ministro, “bisogna cercare di verificare anche l’ attitudine a giudicare, non solo la conoscenza delle norme”. In che modo? Con una valutazione delle caratteristiche psico-caratteriali degli aspiranti giudici, pm e gip.

Il governo, dal canto suo, ha già approvato un testo nel dicembre scorso che ha iniziato il suo iter ed è stato ideato proprio dalla Bongiorno. Il disegno di legge è “Deleghe al Governo per il miglioramento della Pubblica Amministrazione”. In particolare, sia nella fase di reclutamento sia negli avanzamenti di carriera, i servitori dello Stato dovranno misurarsi con test psico-attitudinali per comprenderne le capacità relazionali e l’ attitudine al lavoro in gruppo.

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