Vasto/bimbo intossicato, il papà inchioda il sindaco e stana i colpevoli

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C’è voluta la forza dell’amore per il proprio figlio e un profondo senso dello Stato perché un padre risolvesse una vicenda gravissima come quella capitata al piccolo Massimiliano. Due ordinanze emesse dal sindaco hanno intimato ad un complesso residenziale di Vasto Marina e ad un operatore turistico di sistemare gli scarichi abusivi.

L’amministrazione comunale alla fine ha dovuto riconoscere la superficialità e il menefreghismo con cui ha trattato il caso recitando il mea culpa. Una politica che, tanto per cambiare, arriva oltre il tempo massimo d’intervento. Una politica che, al posto di anticipare il futuro lo ritarda per il semplice fine di autoriprodursi.

Il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, arriva a prendere provvedimenti oltre un mese dopo la brutta vicenda capitata al piccolo Massimiliano. Un bagnetto sulla spiaggia di Vasto Marina, in località San Tommaso, che gli è costato venti giorni di ospedale.

“Finalmente il sindaco – commenta Stefano Moretti, papà di Massimiliano – ha emesso due ordinanze nei confronti di un complesso residenziale di Vasto Marina e di un operatore turistico esponente del Partito Democratico cittadino intimandoli a sistemare gli scarichi abusivi allacciandosi, entro trenta giorni, alla rete fognante”. Scarichi responsabili, quindi, della contaminazione del canale di scolo delle acque bianche “posto di fronte alla concessionaria Iveco e che sfocia a circa 200/250 metri dal punto in cui il piccolo Massimiliano fece il bagno” aggiunge Moretti. 

Ordinanze che arrivano dopo che contro Moretti si sono schierati parte dei cittadini vastesi che lo hanno accusato di protagonismo e di remare contro “l’interesse della collettività” e “lanciando allarmismi ingiustificati”. Un attacco diretto ricevuto anche da Marino Artese, ristoratore locale e vicepresidente del Consorzio Golfo d’oro nonché destinatario di una delle due diffide che, nei giorni scorsi, aveva minacciato querele nei confronti di chi diffondeva allarmismi sulla salute del fiume Trigno e del mare.  

 

COSA CONTROLLA ARTESE NEL CONSORZIO?

È curioso che proprio il vicepresidente di un Consorzio che vuole “promuovere la città e le sue peculiarità dando forza e valore agli aspetti naturalisticistrutturaligastronomici” del territorio venga raggiunto da una diffida per via “di un concreto pericolo per la salute ed igiene pubblica, rappresentato dalla dispersione di acque reflue domestiche su strada senza alcuna forma di depurazione”.

 

COSA HA CONTROLLATO IL COMANDANTE D’URSO?

“Sulla base delle indagini svolte, escludo l’esistenza di reati ambientali” ha dichiarato il tenente di vascello Giuliano D’Urso, comandante della guardia costiera di Vasto, in merito alla vicenda. E ha aggiunto:”abbiamo svolto degli accertamenti, anche attraverso l’utilizzo di traccianti” rinvenendo “letame di cavalli e di altri animali”.

Peccato che lo stesso Moretti ha ordinato delle analisi ad un istituto privato, Biosan, che ha confermato la contaminazione dei terreni in località Montevecchio rilevando la presenza di “Escherichia coll” e “Streptococchi fecali ed enterococchi”. 

 http://www.youtube.com/watch?v=fDkSrN8JgCg&feature=youtu.be

Video girato da Stefano Moretti dopo le dichiarazioni del comandante D’Urso

Il video documenta lo stato delle campagne a ridosso della spiaggia di Vasto Marina. “Campagne invase dagli scarichi abusivi – commenta Moretti. Campagne letteralmente coperte di feci umane che vengono assorbite da terreno ed attraverso le falde arrivano agli scarichi fino al mare. I batteri fecali che ho trovato l’altro giorno sono la dimostrazione lampante che gli scarichi sono continui e quando ci sono i prelievi queste persone vengono avvisate e spengono le pompe in modo che chi controlla trova tutto in perfetto ordine”.

 

ARTESE SU FB:”NESSUNA COLPA”

E su Facebook arriva la controreplica di Artese:”Grazie alla provvidenziale pioggia di oggi io e la mia famiglia siamo riusciti a dimostrare a chi di dovere che il nostro sistema di raccolte acqua non scarica acque reflue ma solo acque piovane nei giorni di precipitazioni intense come oggi e che sopperisce alle croniche deficienze della rete pubblica. A tutti coloro che in buona fede o malafede hanno fatto dei commenti anche cattivi non porto nessun rancore ma li invito ad informarsi prima di gettare fango sulle persone, agli amici dico grazie di cuore”.

Dunque: ieri l’ordinanza e oggi la dimostrazione fatta ai tecnici comunali. Quindi chi è che inquina? Se non sono gli operatori chi è il colpevole?

ZdO

 

 

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