Vasto, ritrovato cadavere sulla sponda del fiume Sinello

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Il corpo è stato trovato in avanzato stato di decomposizione. In queste ore si sta cercando di risalire all’identità della vittima.

Il corpo è stato trovato in avanzato stato di decomposizione. In queste ore si sta cercando di risalire all’identità della vittima.

La vicenda è subito apparsa inquietante ai volontari della vigilanza ambientale che, come riporta il quotidiano ‘Zona locale’, hanno per primi scoperto il cadavere durante un giro di perlustrazione. L’uomo, senza vita, era riverso con la testa in acqua. Sul luogo sono arrivati i carabinieri di Vasto e il magistrato Enrica Medori che, insieme ai medici legali della Asl e la scientifica dell’Arma, ha effettuato i rilevamenti.

I Vigili del Fuoco hanno rimosso successivamente il cadavere che è stato trasportato all’obitorio per essere sottoposto all’autopsia lunedì mattina.

Resta da capire, quindi, l’identità dell’uomo e come sia stato possibile arrivasse lì. Attualmente pare che gli inquirenti non seguano nessuna pista. 
 
A chi appartiene il corpo? Vasto è diventata, come da mesi denunciamo, un crocevia di traffico di droga e punto nevralgico del malaffare. La ‘quinta mafia’ ha messo piede nell’area metropolitana di Vasto – San Salvo e, grazie alla collaborazione di alcuni rom, sta esportando droga in tutta la regione. Certa politica pare chiudere gli occhi davanti al fenomeno in costante aumento. Non siamo in grado, ovviamente, di affermare se il cadavere ritrovato possa avere collegamenti con la ‘mala’ locale, possiamo però collegare i punti.

L’anno scorso andammo a Vasto quando, al deposito di San Leonardo, vennero vennero rinvenuti resti umani tra i rifiuti. Il sindaco Luciano Lapenna si disse dispiaciuto dell’accaduto e, ai nostri microfoni, dichiarò che il clamore sulla vicenda fu spinta da qualcuno in cerca di visibilità. L’assessore alle Politiche della Sicurezza, Massimo Olivieri, ci invitò ad occuparci di cose serie e non di “quattro ossetti” ritrovati in una discarica a cielo aperto (Il cimitero in discarica). All’amministrazione vastese pare non interessare nulla di nulla e, tutto ciò che noi denunciamo a nostro rischio e pericolo, sono, per Lapenna e gli amministratori, semplici strumentalizzazioni. Insomma, Zone d’ombra è un generatore di complotti. 

 
E se invece a Vasto esistesse la mafia, visti tutti i furti, rapine e intimidazioni che ci sono ogni giorno, e la politica non stesse facendo nulla? Crediamo che in quel caso Luciano Lapenna avrebbe moltissima responsabilità.
 
di Antonio Del Furbo 

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