Visto che la cacca è dappertutto, cittadino di Pescara dà il suo contributo

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A Pescara c’è stato, c’è e, probabilmente, ci sarà di tutto e di più. Cacca in mare, nei fiumi e nei tombini intasati. E, giusto per non farsi mancare nulla, il cittadino pescarese, che in fondo ha un alto senso civico, dà il suo contributo all’inquinamento generale della città Dannunziana con le risorse a disposizione.

Antonio del Furbo

A Pescara c’è un problema. Certo, il traffico e i vigili urbani sono quasi da emergenza sociale ma non parlo di loro. Almeno questa volta. A Pescara c’è un altro problema. A Pescara succedono cose, alcune cose a dir la verità, di cui non si sa mai chi le provoca. Il mare è inquinato? Non si sa chi inquina. L’aria puzza? Non si sa chi fa puzzare l’aria. I tombini sono pieni e strabordano di cozze e vongole e pezzi di dinosauri? Non si sa di chi è la colpa. La foce del fiume Pescara è limpida ma a valle arriva l’acqua piena merda peruviana? Non si sa chi ce la butta. Poi, però, tu automobilista ‘bastardo’ e senza scrupoli parcheggi tre millimetri fuori dalla striscia bianca e rischi quasi un processo per direttissima. 

Il punto è che pur scegliendo di farsi una passeggiatina a piedi con la voglia di incontrare ‘l’anima del D’Annunzio’ e respirare le sue poesie, si rischia di calpestare una merdina e respirarne i suoi fumi naturali. Fumi che, tra l’altro, si respirano quotidianamente in quasi tutte le zone della città.

Lontani i tempi in cui quel gran pezzo di figo di Gabriele, ispirato da aria e pioggia, scriveva poesie raccontando di amori passionali e pomiciate con Ermione in Pineta. Quella era promozione per il territorio altro che il sindaco in bicicletta.

Oggi invece l’erede di Gabriele al calar del sole, alle poesie e all’amore, preferisce calarsi le braghe in strada in pieno centro e donare al mondo il più alto contributo poetico che il suo corpo è in grado di produrre. 

Ora si attende una nuova ordinanza in cui si obbliga i ‘nuovi poeti’ a raccogliersi la cacchetta con la paletta e buttarla negli apposti contenitori. Ma, visti i tempi in cui Comune, Arta e Vigili hanno capito (o cercato di capire) i responsabili dell’inquinamento ‘terra-aria’, i poeti possono dormire sonni tranquilli. 

Anche perché se si ‘escrementa’ negli escrementi il danno qual è?

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