Abruzzo, piano neve: quando il presidente Provincia di Pescara diceva:”tutto pronto”. Con 90mila euro della Regione

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La tragedia avvenuta in Abruzzo si poteva evitare? È questa la domanda che in molti si fanno e si faranno ancora per molto tempo. Nostro compito, quello di comuni cittadini, è capire e andare a fondo alla questioni come stiamo facendo da giorni, lasciando da parte la sete della conta dei morti.

di Antonio Del Furbo

Un nuovo elemento, oggi, si aggiunge al lungo elenco di probabili inefficienze della macchina pubblica abruzzese e non solo. 

Nelle prime ore in cui si è diffusa la notizia della valanga precipitata sull’Hotel Rigopiano di Farindola, si è parlato subito di responsabilità di Prefettura e Provincia. Ora c’è un’inchiesta aperta e la giustizia farà il suo corso.

A noi, però, interessa altro. Interessa sapere se ci sono responsabilità morali, umani e politiche sulla vicenda.

Il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, il 6 gennaio scriveva sul sito istituzionale:

“Piano Neve: tutto pronto in provincia di Pescara” con tanto di foto sua al fianco di un operatore. Nell’articolo si leggeva:

“L’emergenza mal tempo che l’Abruzzo si trova ad affrontare nelle prossime ore, troverà la provincia di Pescara pronta all’emergenza neve sui 750 chilometri di strade provinciali. È stato preparato con cura , ed è online sul sito della Provincia, il Piano Neve dell’Ente che prevede una serie di azioni, in previsioni delle condizioni meteorologiche che vedranno l’arrivo in regione di un intenso peggioramento a carattere freddo. Per questa e altre emergenze la Provincia di Pescara, utilizzando i 90.000 euro messi a disposizione dalla regione, ha predisposto il ricorso a soggetti esterni idonei a svolgere il servizio di sgombero neve e spargimento del sale”.

Dunque ben 90mila euro per gestire l’emergenza ma, soprattutto, come recitava il comunicato:

“Una buona parte dei fondi sono destinati alle strade più a rischio o di interesse turistico/sciistico: quella che porta da Lettomanoppello alla Majelletta e quella che collega Rigopiano al Gran Sasso”.

  

“Abbiamo tragicamente visto come a quell’annuncio non corrispondesse affatto la realtà, e che la provincia non era affatto pronta ad affrontare l’emergenza neve, che l’ha colta del tutto impreparata per lunghissime ore e giorni” ha scritto Franco Bechis che si è accorto della vicenda.

 

E chi doveva spazzare oltre 40km di strada? Un solo mezzo: un trattore mod. 716 con vomere. Sarebbe stato sufficiente? Assolutamente no visto che proprio il gestore del Rigopiano, nella lettera inviata alla Provincia e al Prefetto, chiese l’intervento di un mezzo per liberare i clienti.

 

Dunque, un annuncio, quello di Di Marco, basato sul nulla? Forse sì.

 

Tant’è che Di Marco in un’intervista a Rete 8 ha dichiarato:“una sola turbina pur funzionante non sarebbe riuscita da sola e risolvere i problemi in quella zona.”

 

 

 

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