Alla corte di Palamara anche Zingaretti e Minniti. Il pm con l'incarico alla controllata della Regione Lazio con la moglie dirigente

Alla corte di Palamara anche Zingaretti e Minniti. Il pm con l’incarico alla controllata della Regione Lazio con la moglie dirigente

Inchieste Notizie

Nella fitta rete dei contatti del pm romano ci sono tutti. Politici, magistrati e persino personaggi dello spettacolo. Gli interessi sono tanti. C’è chi chiede favori e promozioni e chi, invece, i favori li fa.  

Al netto delle responsabilità penali che, nel caso ci fossero, le accerteranno i giudici, la vicenda evidenzia relazioni opache tra magistrati di correnti di destra e sinistra. Il tutto condito, come racconta L’Espresso, da incontri segreti e riservati.

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Intercettazioni che disegnano la degenerazione “sviluppatasi nella magistratura negli ultimi dieci anni dove un sistema di potere, messe da parte idealità e impegno culturale, offre ai magistrati la sola miserabile prospettiva di costruire per sé e per gli amici una carriera fondata sullo scambio reciproco di favori, sul privilegio e la rendita di posizione, attraverso la creazione di un reticolo oscuro di rapporti interpersonali”. A usare queste parole tre giudici napoletane annunciando sdegnate la candidatura per le elezioni del Consiglio giudiziario.

Dimissioni del capo di gabinetto della Giustizia 

Chat tra Palamara e i suoi “amici” che hanno portato alle dimissioni del capo di gabinetto del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. E poi ci sono i vertici dell’Associazione nazionale magistrati che hanno fatto un passo indietro dopo le ultime rivelazioni sui violenti scontri correntizi. Ci sono, poi, relazioni meno conosciute tra il pm della procura di Roma e boss di Unicost.

Cli amici del Partito democratico

Leggendo le chat, Palamara sembra legato soprattutto ad esponenti del Partito democratico. Il segretario Nicola Zingaretti, per esempio, riceve a marzo 2018, dopo la vittoria alle Regionali, un sms di congratulazioni: “Grande Nicola grande vittoria!! Ripartiamo da qui tutti insieme!”. E Zingaretti risponde con un “Grazie!!!”. Il 23 maggio 2019, alla vigilia delle Europee, al leader che dice “se perdo avrò molto tempo libero”, Palamara replica invece con un poco bipartisan: “E noi ti vogliamo molto occupato”.

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Le chat tra i due partono dal marzo 2019 e si interrompono il 29 maggio 2019, giorno in cui Repubblica dà per la prima volta conto delle indagini di Perugia sui rapporti tra Palamara e l’imprenditore Fabrizio Centofanti.

In quei 14 mesi, il pm e il politico si vedono per caffè, cene e appuntamenti ai bar romani dell’Auditorium o di Montemartini. Zingaretti organizza a ottobre 2018 un incontro tra Palamara e il commissario straordinario Nicola Tasco, capo di un Istituto regionale di studi giuridici controllato dalla Regione Lazio, l’ “Arturo Carlo Jemolo”. Spulciando le chat tra Palamara e Tasco, si scopre pure che il pm è stato nominato a fine novembre 2018 membro del Consiglio scientifico dell’organismo.

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Qualcuno pensa che Zingaretti, indagato a luglio 2018 dalla procura di Roma insieme a Centofanti per un presunto finanziamento illecito, volesse, con questa manovra, ingraziarsi un importante pm della procura romana chiamandolo dall’Istituto. L’indagine fu poi archiviata. 

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Palamara, comunque, con i dem ha un rapporto speciale. A saperne qualcosa è Luca Lotti. L’ex renziano era stato registrato dalla Guardia di Finanza a discettare impropriamente di nomine apicali delle procure nazionali, compresa quella di Roma. E a brigare per danneggiare la reputazione del pm Paolo Ielo, giudice anticorruzione che ha dato il via all’inchiesta su Palamara e che tempo prima aveva mandato proprio Lotti a processo per favoreggiamento nel filone della fuga di notizie del caso Consip.  

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Non ci sono solo le chat con Zingaretti. Palamara ha fitti rapporti anche con Marco Minniti. Tra luglio 2017 e novembre 2018, Luca Palamara, membro del Csm, e Marco Minniti, allora influente ministro dell’Interno, si sentono più volte. L’occasione è quella delle nomine in magistratura. In particolare, discutono durante le elezioni al Csm del nuovo procuratore di Napoli.

A luglio del 2017 c’è una sfida a due, tra Giovanni Melillo e Federico Cafiero De Raho. La spunterà il primo, che dal ministero della Giustizia (Melillo era stato capo di gabinetto di Andrea Orlando) tornerà in trincea contro la camorra. De Raho invece, all’epoca procuratore capo di Reggio Calabria, forte dell’esperienza sullo Stretto durante la quale ha fatto emergere i tentacoli della masso’ndrangheta, finirà qualche mese dopo alla procura nazionale antimafia.

Minniti sembra imbastire precise strategie con Palamara, pm e capocorrente di Unicost. Che, se ha in chiara antipatia Salvini, con il suo predecessore sembra andare molto d’accordo.

Palamara: Situazione su Cafiero ancora in evoluzione ma faticosissima spero trovare ultima mediazione a dopo

Minniti: Perfetto. Grazie

Palamara: Fallito anche ultimo tentativo. Oramai si vota a breve

Minniti: Ok. Grazie

Palamara: Melillo 14. Cafiero 9. Votato ora

Minniti: Perfetto. Cerchiamo adesso di salvare il soldato de Raho. Il risultato in qualche modo lo consente.

Palamara: Sì il mio intervento in plenum è stato in questo senso

Minniti: Perfetto. Lavoriamoci

 

Il 7 novembre 2017 , alla vigilia della nomina di De Raho alla procura nazionale antimafia, Minniti e Palamara si riscrivono.

 

Palamara: Domani Cafiero andrà all’unanimità. Un caro saluto

Minniti: Eccellente. Un forte abbraccio.

 

Ad aprile 2018 Palamara si rivolge Minniti quando la prefettura gli sospende il servizio di protezione. 

 

Palamara: Buongiorno Marco ci tenevo ad informarti che da questa mattina mi è stato sospeso il servizio di protezione non essendo stata concessa al momento ulteriore proroga.

Minniti: Ok Adesso vedo 

Palamara, due minuti dopo aver chiesto a Minniti di attivarsi per riottenere la scorta, vuole essere sicuro, e scrive con un copia e incolla pure a Giorgio Toschi, ex comandante generale della Finanza.

Palamara: Buongiorno Marco ci tenevo ad informarti che da questa mattina mi è stato sospeso il servizio di protezione non essendo stata concessa al momento ulteriore proroga

Toschi: Purtroppo sono stato informato, anche se mi dicono che sono in attesa di ulteriori (e favorevoli) decisioni. Un abbraccio

L’Espresso ha contattato Palamara, che ha spiegato che – nonostante le richieste – alla fine non è riuscito a riottenere l’agognata scorta.

 

Quelli delle raccomandazioni 

Il telefono di Palamara è rovente tra telefonate e messaggi. Si tratta soprattutto di colleghi che chiedono raccomandazioni, che implorano favori, che disegnano strategie per nomine e poltrone.

Ogni tanto balzano fuori rapporti extragiudiziali. Con vip e imprenditori. C’è la chat con l’attore Raul Bova, che nel 2017 – dopo essere stato condannato in primo grado a un anno e sei mesi per una presunta dichiarazione fraudolenta in materia fiscale – chiede a Palamara di “indagare su questa sentenza, un’ingiustizia senza precedenti. Tutti assolti tranne me…ti chiedo di verificare se ho meritato una condanna così dura. Così mirata. È stata considerata una manovra premeditata? Sono sotto choc”. Palamara garantisce che “gli farà sapere, ma devi reagire: non è perso nulla”.

 “Forza Roma”

Palamara ha un buon rapporto con Mauro Baldissoni, direttore generale dell’AS Roma. Palamara è un tifoso sfegatato: conosce Claudio Ranieri e Luciano Spalletti, ma per vedere i campioni della sua Roma è a Baldissoni che chiede biglietti per l’Olimpico. Quando la procura di Roma e il procuratore aggiunto Ielo aprono l’inchiesta su Luca Lanzalone e il costruttore Luca Parnasi e sulle presunte mazzette intorno al progetto del nuovo Stadio della Roma, Baldissoni sa che può contare sull’amico.

Palamara, a marzo 2018, pensa però solo ad andare in tribuna.

 

Palamara: Buongiorno Mauro scusami la seccatura ma ho promesso a mio figlio di portarlo a Barcellona e sto trovando difficoltà a reperire due biglietti. Attendo tue un caro saluto.

Qualche giorno dopo…

Palamara: Grazie Mauro è stato qualcosa di epico e di indimenticabile ed il fatto di esserci stati a Barcellona ha reso tutto ancora più bello un abbraccio a presto

Baldissoni: Grazie Luca

Due giorni dopo Palamara chiede un altro favore. Vuole andare pure in Inghilterra.

Palamara: Buongiorno Mauro la seccatura te la chiedo nei limiti del possibile anche per Liverpool sempre con mio figlio grazie come sempre

Baldissoni: Non sarà facile Luca. Vediamo.

Una settimana dopo, Palamara insiste: Mauro scusami avevo provato a cercarti perché mi ha chiamato Luca che mi ha detto che viene a vedere la partita a Liverpool e ci teneva ci fossi anche io. Non voglio metterti in difficoltà se c’è ancora possibilità aspetto un tuo riscontro io sono con mio figlio.

Il 13 giugno 2018 è Baldissoni a chiedere informazioni al magistrato.  

Baldissoni: Luca, ma cosa è successo su Parnasi? C’è davvero sostanza?

Palamara: Buongiorno Mauro in giornata o anche domani ci vediamo per un caffè?

Baldissoni: Sono a Roma. Dimmi tu.

Palamara: Alle 11 caffè palazzo Montemartini saletta interna?

Baldissoni: Ok. Un po’ prima

Il giorno dopo il dg della Roma manda un articolo di giornale che riporta le parole di Ielo, che sottolineano come l’AS Roma “è fuori da questa storia”. Ma deve essere sentito come testimone Baldissoni. 

Baldissoni: Solo per ricordarti le parole di Ielo ieri. Noi non consideriamo viziato nessun atto

Palamara: Mauro lo vedo domani e ti dico

Baldissoni: Ok. Spero di parlarci il prima possibile. Vorrei capire che dire a tutti gli investitori americani tra l’altro…

Il giorno dopo, Baldissoni viene ascoltato dagli uffici guidati al tempo da Giuseppe Pignatone. Solo come testimone.

Palamara: È rimasto molto soddisfatto per oggi e di te.

Baldissoni: Sono contento. Gli ho detto che resto a loro disposizione se gli serve qualche chiarimento. Con piacere. Anche informalmente

Palamara: Ok. Ci prendiamo caffè nei prossimi giorni 

Nelle settimane e nei mesi successivi, i due amici si incontrano più volte. Probabile che Baldissoni sia preoccupato dagli sviluppo dell’inchiesta, e che il pm che gli chiede i biglietti possa essere un buon aggancio per avere informazioni di prima mano.

1 thought on “Alla corte di Palamara anche Zingaretti e Minniti. Il pm con l’incarico alla controllata della Regione Lazio con la moglie dirigente

  1. Desolante… come ogniqualvolta si indaga,si scoprono connivenze, inciuci,delinquenza,a tutti i livelli,poi tutti ne parlano……e piano. Piano la cosa viene dimenticata e..non solo Nessuno paga,ma tutti rimangono lì alla propria poltrona strapagati….

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