Bussi: cuore verde d’Europa

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Quando si tratta di sputtanare qualcosa o qualcuno tutti in prima fila a dire la propria. L’italiano medio è così: culturalmente mediocre che produce bava quando qualcuno spettegola e fa del male gratuito. Nella rete ‘criminale’ questa volta c’è caduta Bussi (Pe) colpevole, secondo le testate nazionali, di aver avvelenato 700mila persone con acqua altamente tossica. Peccato che il report dell’Istituto Superiore di sanità risalga al 2007.

http://www.youtube.com/watch?v=4nXAQqbeJVU&feature=youtu.be 

Quando si tratta di sputtanare qualcosa o qualcuno tutti in prima fila a dire la propria. L’italiano medio è così: culturalmente mediocre che produce bava quando qualcuno spettegola e fa del male gratuito. Nella rete ‘criminale’ questa volta c’è caduta Bussi (Pe) colpevole, secondo le testate nazionali, di aver avvelenato 700mila persone con acqua altamente tossica. Peccato che il report dell’Istituto Superiore di sanità risalga al 2007. 

Ieri, Regione Abruzzo e Comune di Bussi sono stati costretti a indire una conferenza stampa d’urgenza per smentire le false informazioni indotte dalla stampa.

“SINDACO DI BUSSI: STIAMO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO”

Quando si parla dell’Ilva di Taranto si dice che l’Ilva inquina, di Marghera si parla di Montedison a Spinetta di Solvay ma per noi il titolo sui quotidiani è stato che ‘Bussi inquina le acque'” ha detto Salvatore La Gatta, sindaco di Bussi. “Abbiamo pagato un prezzo altissimo in termini di salute e oggi rischiamo la fine di ogni prospettiva occupazionale. Spremuti e abbandonati. Eppure è nella storia dei lavoratori di Bussi, delle loro lotte, che va iscritta una lunga battaglia non solo per il miglioramento delle condizioni di salute sul posto di lavoro ma più un generale per la tutela dell’ambiente e del nostro territorio”.

CHI NON VUOLE LA REINDUSTRALIZZAZIONE?

La Gatta specifica:”il comune di Bussi sta arrivando a definire la reindustrializzazione del sito che può essere realizzata soltanto con la messa in sicurezza  e la bonifica. Forse siamo nel mirino anche perché a qualcuno non va bene il progetto di bonifica e reindustrializzazione  che coinvolge comune, ministero e Solvay. Non è un mistero che la bonifica è ‘attenzionata’ da importanti gruppi economici”.

CHIODI:”L’ABRUZZO NON E’ PIU’ QUELLO DI UNA VOLTA”

Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, è stato netto:”l’acqua di Bussi è buonissima. L’Abruzzo dei carrozzoni politici è finita e gli errori fatti in passato, da certi politici, non devono ricadere sull’attualità e sui cittadini che ne traggono conseguenze negative”.

GOIO:”HO FATTO QUELLO CHE DOVEVO FARE” 

“Nel 2007 ho chiuso il pozzo inquinato e ne ho aperti ben 2 nel giro di poco meno di un mese” ricorda il commissario Adriano Goio. “Preciso che eravamo a luglio e in piena crisi idrica. Riuscire a lavorare in pieno agosto non è stato facile” ha aggiunto. “Mi era stato detto di non chiudere il pozzo ma io non ho potuto far altro ciò che avevo deciso per l’incolumità dei cittadini”.

IL DOCUMENTO DELL’ISS

L’Istituto Superiore della sanità, nella sua relazione del 2007, scrisse che le acque che arrivavano nel pescarese erano fortemente contaminate. Per questo sotto processo sono finiti i vertici della Montedison con più di 20 indagati. La Solvay, invece, è parte civile e non è accusata. L’Iss scrive che “la qualità dell’acqua è stata indiscutibilmente, significativamente e persistentemente compromessa per effetto dello svolgersi di attività industriali di straordinario impatto ambientale in aree ad alto rischio per la falda acquifera e per le azioni incontrollate di sversamento”.


L’ARTA GIA’ NEL 2004 SAPEVA DELLA TOSSICITA’ DELL’ACQUA

A fine agosto 2007, appena scoperta la discarica, Massimo Ottaviani, direttore del reparto igiene delle acque interne, ammise che, visionando il rapporto dell’Arta datato 2004, le analisi riferivano di un’accertata presenza di sostanze organiche, in particolare alogenoderivati. (il nostro reportage)

Se, come pare, tutti sapevano, compreso le procure, perché nessuno ha avvertito i cittadini all’epoca?
E ora, perché una campagna d’informazione  che cerca di attualizzare danni che sono stati fatti all’epoca dal cosiddetto ‘partito dell’acqua’?
Ci sono comitato o associazioni che non vogliono, per caso, la reindustralizzazione di Bussi?

Antonio Del Furbo

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