Civeta di Vasto e il sonno della Regione. La nostra inchiesta sulla discarica

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Sul Civeta le domande continuano a rimanere senza risposta. Immobile la politica e, a quanto pare, immobile la magistratura. Cosa accade intorno al Consorzio dei rifiuti del vastese? Mentre la politica fugge dalle proprie responsabilità, c’è un territorio che chiede aiuto.

A dir la verità la politica qualcosa l’ha fatta: ha riassicurato l’assessore regionale ai Rifiuti, Nicola Campitelli, di lasciargli la poltrona. “Piena fiducia e sostegno al lavoro svolto dall’assessore Campitelli e dal commissario De Vincentiis.” Insomma, una doppia poltrona al sicuro nonostante entrambi gli uomini che avrebbero dovuto gestire le sorti del Civeta nel miglio modo possibile, abbiano fallito nella missione.

Poco importa se i residenti, come raccontano nel nostro reportage, non riescono a respirare per il fumo della discarica. Poco importa se i cittadini sono preoccupati per il loro futuro.

“È incredibile, tuttavia, che dopo anni di disattenzioni, e dove la Procura della Repubblica sta scoprendo di tutto, oggi qualcuno se la prende con l’amministrazione regionale che invece sta operando con trasparenza e coinvolgendo soprattutto i sindaci del territorio” ha affermato il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio. “Con questo incendio – ha osservato il presidente – abbiamo rischiato di aprire una emergenza ambientale e sanitaria per l’assenza di altri spazi dove conferire i rifiuti del territorio. Ricordo che la gestione della discarica di Valle Cena è stata sottratta da anni al controllo pubblico, in particolare ai sindaci del comprensorio, gli stessi che oggi ci ringraziano per l’opera di trasparenza e di partecipazione che abbiamo promosso negli ultimi mesi e per gli interventi proposti e mirati a mettere in sicurezza l’impianto”.

“La magistratura, alla quale rinnoviamo la nostra fiducia, ora farà sul suo corso e accerterà i reati. Sul ciclo dei rifiuti – ha sottolineato ancora Marsilio – è necessario aprire una profonda riflessione: questi fatti dimostrano la presenza di un sistema ancora fragile”. “Siamo stati presenti dal primo giorno e ci siamo attivati immediatamente per promuovere ogni intervento utile a eliminare le criticità presenti da anni nell’impianto di Cupello con l’obiettivo di tutelare la salute dei cittadini”, ha detto l’assessore all’Ambiente, Nicola Campitelli, il quale ha replicato alle critiche sollevate dopo l’incendio avvenuto domenica nell’impianto consortile di Valle Cena a Cupello (Ch). “Non conosciamo la tipologia dei rifiuti conferiti nel corso degli anni nella discarica di Cupello e pertanto abbiamo profuso una attenzione massima dopo l’incendio; i prelievi sono stati effettuati nella stessa notte dell’incendio e su mia indicazione ripetuti nella giornata di lunedì. I prelievi non hanno riscontrato fattori inquinanti nell’aria nei pressi dei centri abitati dell’area. Lo ripeto: non abbiamo sottovalutato il problema. Eviterei quindi di fare demagogia su un tema così sensibile e delicato. Voglio ricordare che i rifiuti non hanno un colore politico: sono di tutti. La mia porta è sempre aperta a un dialogo costruttivo. L’unico interesse mio e della maggioranza – sostiene Campitelli – è la tutela della salute dei cittadini.”

Peccato, però, che nonostante le rassicurazioni della politica la vicenda sia ancora preoccupante. “I bambini mentre andavano verso la scuola tossivano continuamente” racconta una cittadina. “Siamo preoccupati per questa continua diffusione di tumori” racconta un consigliere comunale. “Qui, a Monteodorisio ci sono stati 5 casi in una settimana. È normale?”

“È da ieri a mezzanotte che non si può respirare” sottolinea un residente. “È una cosa normale? Io faccio il fornaio e sto sveglio tutta la notte e, guardando, pensavo fosse nebbia e invece era fumo perché non riuscivo a respirare?”. Poi l’invito: “Andate a vedere cosa succede nel Civeta, cosa arriva da Napoli e da Roma”.

Il Consorzio Intercomunale – Azienda Speciale Consortile di igiene ambientale del comprensorio vastese, di cui già ci siamo occupati,  è stata creata per volontà di otto comuni al fine di risolvere le problematiche ambientali e di trattamento dei rifiuti urbani.

I Comuni che partecipano al consorzio pubblico sono Vasto, Cupello, San Salvo, Scerni, Monteodorisio, Pollutri, Casalbordino e Villalfonsina.  

Da giugno dell’anno scorso si sono succeduti una serie di incendi: il primo, fu detto, per autocombustione dei rifiuti e il secondo, probabilmente, dovuto alla mano dell’uomo. In quell’occasione i sindaci di Cupello e Monteodorisio rassicurarono la popolazione dicendo che l’incendio interessò “solo rifiuti non pericolosi e non nocivi alla salute”.  Un po’ poco per stare tranquilli. E, infatti, a luglio scorso c’è stato l’ennesimo incendio in cui l’ipotesi dell’autocombustione non è stata nemmeno tenuta in considerazione viste le abbondanti piogge del mese appena trascorso.

Del terzo incendio al momento si sa che è avvenuto a distanza di un anno esatto dai precedenti e in una fase in cui la discarica è posta sotto sequestro. “È l’ennesimo segnale inquietante, in perfetto stile mafioso, che incombe sul ciclo dei rifiuti in questa regione” scrive il Comitato Difesa del Comprensorio Vastese. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Rifondazione comunista che parla di “puzza di immondizia mafiosa” nel “silenzio assordante delle istituzioni e delle forze politiche della comunità di Cupello, che dura da troppi anni”. Chiarezza va fatta per il partito “anche sul rapporto che la società che gestisce l’impianto ha avuto con le istituzioni locali in questi anni”.

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