Comunicare la Leadership, Costruire il Consenso

Zone di Speranza

Dibattito a Pescara domani mercoledì 8 maggio in occasione della presentazione del “Napoleone il Comunicatore” di Roberto Race

 http://www.youtube.com/watch?v=iWn61TTG_RU&feature=youtu.be

Come un leader costruisce il consenso? È stato  questo uno degli interrogativi del dibattito Comunicare la Leadership, Costruire il Consenso” organizzato a Pescara in occasione della presentazione del libro del giornalista e consulente in comunicazione e public affairs Roberto Race “Napoleone il comunicatore” edito da Egea, la casa editrice dell’Università Bocconi. 

L’ incontro è stato organizzato dall’Associazione APP Abruzzo, Presieduta da Alessandro Addari, imprenditore, già Direttore della Rivista Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria Qualeimpresa, che ha focalizzato l’attenzione sulle dinamiche manageriali e imprenditoriali. «L’incontro – dichiara Alessandro Addari- si inserisce nel progetto formativo della neo costituita Associazione APP Abruzzo, con l’obiettivo di fornire strumenti utili a chi riveste responsabilità in azienda o nelle istituzioni e ai giovani che aspirano ad inserirsi da protagonisti nel mondo del lavoro, partendo dalla consapevolezza che la comunicazione efficace e persuasiva è strumento fondamentale per guidare il team a raggiungere obiettivi importanti. Ed il libro di Roberto Race va in questa direzione».

Con l’autore sono intervenuti oltre ad Addari, Miriam D’Ascenzo, Docente Universitario e Vice Presidente Nazionale del Soroptimist nonché coordinatrice del Centro Studi dell’Associazione APP Abruzzo e Filippo Lucci, Presidente del Coordinamento Italiano dei Corecom e del  Corecom Abruzzo. Nel corso dell’incontro sono state analizzate anche le modalità comunicative dei leader nell’impresa e nella Politica, faranno da sfondo sempre le grandi capacità comunicative di Napoleone. Il Bonaparte, come illustra Race in un volume di piacevole lettura e ricco di spunti che aiutano a spiegare il fascino sempreverde del grande generale corso, non si limitava a filtrare documenti e a oscurare fatti e personaggi. Anzi. La specialità era quella di raccontarsi a modo suo, idealizzando azioni, comportamenti e imbellettando la sua stessa figura attraverso l’opera di artisti figurativi bravi a rimodellare con la fantasia la verità storica. Napoleone, insomma, come costruttore della propria immagine, di campione delle libertà e dei popoli oppressi. Una sintesi mediatica che, dimostra Race, assurge a capolavoro proprio quando l’Imperatore è sconfitto definitivamente. Il Memoriale di Sant’Elena è stato infatti il best seller che ha trasformato un perdente in un vincitore, rinnovandone il mito per i posteri.

Race nel testo ci presenta Napoleone come colui ha inventato l’opinione pubblica così come siamo abituati a intenderla oggi. Il Bonaparte, infatti, ha saputo promuovere la sua immagine con una straordinaria, modernissima, visionaria, profetica capacità di comunicare. Ed è proprio questo il filo rosso che attraversa tutta l’epopea di Napoleone dalla spedizione italiana alla missione in Egitto, fino ai trionfi di Ulm o Austerlitz, alle successive disfatte e al doppio esilio.

Il libro

Controllare l’informazione, manipolarla a proprio piacimento, censurare le notizie negative ed enfatizzare i successi, come un moderno spin doctor? Accadeva in Francia tra la fine del settecento e gli inizi del nuovo secolo. Il protagonista, precursore dei nostri tempi è stato lui: Napoleone Bonaparte. 

A spiegare quanto fosse attento alla gestione strategica della notizia è il giornalista e consulente di comunicazione Roberto Race, nel suo “Napoleone il Comunicatore”, edito da Egea, la casa editrice dell’Università Bocconi (144 pagg. 16 euro).

Il libro negli ultimi mesi si è imposto come uno dei successi editoriali nel mondo della saggistica italiana e Race ha avuto numerosi premi, ultimo tra questi l’Euro Summit Award per l’editoria assegnatogli dallo IUSVE – Istituto Universitario Salesiano  e dall’Associazione Italiana di Comunicazione Pubblica per i migliori casi di comunicazione del 2012. 

«Sin dalle prime battute» afferma nella sua prefazione lo storico Luigi Mascilli Migliorini, autore di una delle più importanti biografie sull’Imperatore, «la capacità di comunicare di Napoleone era apparsa virtù istintiva di un ventisettenne generale che annunciava in sé, visibilmente, le incertezze di un eroe di Stendhal e le arroganze di un personaggio di Balzac».

Nel volume Race spiega modalità ed eventi che segnano l’ennesimo primato del generale Bonaparte, meno conosciuto dei tanti conquistati nelle battaglie condotte per mezza Europa. Per lui comunicare non è solo un mezzo che usato al meglio «consente di anticipare le mosse dell’avversario e sbaragliarne gli schieramenti», ma anche «uno strumento di rappresentazione, con il quale si inscena un summit come si commissiona un quadro». In ogni caso, spiega l’autore, Napoleone ha potuto vincere anche da grande comunicatore «perché quella che raccontava non era una favola qualsiasi», «qualsiasi campagna di marketing, senza contenuti adeguati, non regge alla distanza, tanto più al peso della storia».

«Napoleone il comunicatore esplora e propone una riflessione di natura storica fortemente legata al presente che permette di focalizzare l’attenzione sull’agire comunicativo consapevole e finalistico degli attori politici, sull’uso consapevole della comunicazione», come afferma il guru delle relazioni pubbliche Mario Rodriguez nella postfazione.

«È un libro utile sia a chi intenda approfondire le radici delle tecniche moderne di comunicazione, sia a chi voglia entrare in contatto con una dimensione ancora non completamente esplorata di una delle figure più originali della storia», conclude Race.

L’autore

Roberto Race, giornalista e consulente in comunicazione e public affairs, ha lanciato in Italia la figura del direttore relazioni esterne e comunicazione “in affitto” e lavora oggi come temporary manager per alcune delle più dinamiche e innovative aziende italiane, oltre che come ghostwriter per manager delle più importanti realtà economiche italiane. Fa parte dell’Aspen Institute Italia come Aspen Junior Fellow, di RENA Rete per l’eccellenza nazionale, della Ferpi, de Il Chiostro e del consiglio direttivo di INWARD Osservatorio Internazionale sulla Creatività Urbana. È segretario generale della Fondazione Valenzi, l’istituzione internazionale attiva nella cultura e nel sociale dedicata all’ex sindaco di Napoli. 

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