Davide Tutino: il professore in sciopero della fame
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Continuano le battaglie del professor Davide Tutino contro le norme imposte dal governo per via del Covid-19.

Davide Tutino ritiene che le nuove restrizioni “arrivano mentre in tutto il mondo si evidenzia la necessità di riaprire alla socialità. E questo lasciapassare, illegittimo secondo la stessa normativa europea, si dimostra del tutto inutile dal punto di vista sanitario”.

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Ed è per questo che il 1° Febbraio, “i membri della resistenza hanno avviato una campagna per la disobbedienza”. Nella giornata di ieri Tutino, di Resistenza Radicale, si è presentato senza lasciapassare presso la Biblioteca Nelson Mandela di Roma, in via La Spezia, accompagnato dagli Studenti Contro il Green Pass.

I disobbedienti rivendicano la totale illegittimità del lasciapassare, e la illiceità a richiederlo, da parte di chiunque.

“Contesteremo qualunque sanzione e qualunque sanzionatore” è scritto nella loro lettera. “Questa biblioteca – si legge – è intitolata a Nelson Mandela, che per tutta la vita ha combattuto la segregazione. È qui, tra questi libri, al fianco di questo nome, che vogliamo e dobbiamo disobbedire.”

“Inoltre siamo a due passi da piazza San Giovanni a Roma, dove il prossimo 15 febbraio il sindacato Fisi ha convocato una manifestazione nazionale contro le politiche di questo governo, contrarie al diritto e alla dignità del lavoro. Gli studenti contro il Green Pass ricordano che “disobbedire è doveroso e necessario, perché queste norme non hanno un fine sanitario, ma sono concepite per rendere la vita impossibile ai dissidenti politici.”

Dopo la protesta Tutino è stato prelevato e portato presso la Stazione dei Carabinieri di via Britannia.

“Sono stato trattato benissimo e con grande rispetto”, dichiara il professore, la cui disobbedienza è sostenuta da Resistenza Radicale, dal sindacato Fisi, e dal Comitato di Liberazione Nazionale.
“Mi scuso con i carabinieri per aver gravato sulle loro braccia e sulle loro schiene: non potendo accettare di lasciare la Biblioteca hanno dovuto caricarmi di peso, portandomi via in quattro. Credo tuttavia che il peso maggiore su di loro non fosse il mio corpo passivamente abbandonato, ma il peso dell’ingiustizia che questo regime li costringe a commettere.

Negare i diritti essenziali ai cittadini è illegittimo, così come è illegittimo richiedere ai cittadini un lasciapassare che viola i diritti umani, le normative nazionali e internazionali, la Costituzione. Il potere che occupa il governo in Italia costringe le forze dell’ordine ad atti illegittimi, e la disobbedienza diviene non solo legittima, ma doverosa. Esco dal comando dei carabinieri con una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale, e con una sanzione che contesterò grazie al mio avvocato Ida Nazzaro. Siamo la Resistenza, siamo la fame di verità e giustizia di questo paese, siamo la primavera che sta arrivando, e lo siamo insieme”.

Giornata della Memoria

In occasione della Giornata della Memoria, il Comitato di Liberazione Nazionale, il Comitato Resistenza Radicale e il sindacato Fisi hanno distribuito alle scuole di 10 città d’Italia una lettera aperta ai cittadini.

“Oggi in Italia si instaura un regime totalitario di stampo tecnocratico. Che perseguita contro ogni legge e contro ogni diritto una grande parte della popolazione, e impedisce a tutti l’esercizio dei diritti umani, civili, politici. Abbiamo scelto di lanciare questo allarme di fronte alle scuole” spiega il professor Tutino, “perché è qui che il potere esercita la massima pressione, al fine di costruire un’obbedienza cieca contro il diritto e contro la dignità dell’uomo.”

“Elezioni illegittime”

Tutino continua il suo sciopero della fame, di fronte al parlamento, contro l’esclusione dell’onorevole Cunial dal voto per il presidente della Repubblica. “Escludere anche un solo parlamentare dal voto significa escludere l’intero elettorato. Si sta creando un precedente giuridico gravissimo e pericoloso, che qui denunciamo. I golpisti al governo stanno subordinando il diritto di voto al tracciamento biometrico della popolazione, al possesso di un documento illegittimo come il green pass, che fa da base a uno stato totalitario al di fuori del diritto e della Costituzione.”

E conclude: “Il Corpo è l’ultimo contropotere rimasto integro, e la forza del Diritto risiede integralmente nei nostri corpi, nei disobbedienti, nella nonviolenza attiva di chi nega il consenso al regime”.

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