L’ex assessore alla cultura della Regione Abruzzo, Luigi De Fanis, coinvolto il 12 novembre 2013 in un’inchiesta per concussione e peculato, in seguito ad una denuncia fatta dall’imprenditore Andrea Mascitti, torna a parlare in un’intervista rilasciata al quotidiano ‘il Centro’.

De Fanis torna a parlare e, questa volta, da libero cittadino. Questa volta senza manette ai polsi e lontano da quel 23 marzo scorso quando, in diretta all’Arena di Giletti, ammise di non aver fatto nulla e di essere pronto a ricandidarsi alle regionali appena fatte.

Non so se ce l’avrei fatta senza mia moglie, ho avuto momenti terribili, in cui ho pensato anche al peggio” racconta al direttore del quotidiano abruzzese l’ex assessore. Poi aggiunge:”il tempo dimostrerà che non ho fatto nulla di male e che sono io la vittima di tutta questa vicenda”. De Fanis ricostruisce la sua storia personale degli ultimi mesi, dal rientro nei reparti di ortopedia di Lanciano e Atessa dove dice di essere stato accolto a braccia aperte, fino alla diagnosi di una “diverticolite con sospetto ascesso peritoneale”. Quindi il paragone con l’ex boss di Cosa Nostra:”è iniziato questo incubo e tutti i giornali parlavano del sottoscritto, trattato peggio di Totò Riina”.

 

Sulla propria pagina Facebook, Andrea Mascitti, va spedito come un treno:”Mi dispiace tanto Dott. De Fanis… È tutta colpa mia… Non sarei dovuto venire quel giorno da te e così tu non mi avresti chiesto una tangente. Che spiacevole situazione. Mi dispiace che hai sofferto e che ora lavori solo in ospedale in reparto”.

E aggiunge:”Io non riesco a fare più il mio lavoro di organizzatore di eventi da tanto tempo ed in questi mesi per sopravvivere ho fatto il muratore, l’imbianchino, ho pulito metri di rovi di spine a mano in campagna e capannoni. In un giorno solo 9 punture di tafano e ho brindato con acqua e cortisone. Nel mio studio non ho più la linea telefonica e per lavorare al computer ed avere a disposizione internet vado ogni giorno (dopo i lavori pesanti) nello sgabuzzino di un bar di 2,50 metri per 1,50 trasportando tutta l’attrezzatura, mouse e bottiglia d’acqua compresi. Andata e ritorno a piedi (menomale che non è troppo lontano) e totalizzo 18 ore di lavoro ogni santo giorno (6 ore mi servono per dormire). Ho la macchina senza assicurazione e senza benzina e ho difficoltà a muovermi, ogni volta la mia fidanzata (una vera santa) mi viene a prendere per qualsiasi necessità e mi riporta a casa. Vivo con 5 euro al giorno. Quindi mi dispiace che stai soffrendo così tanto… e anzi ti ringrazio perché involontariamente mi hai fatto risparmiare sulla palestra dato che i lavori che ho fatto dopo che ti ho incontrato, ed anche questi trasporti quotidiani del computer, mi hanno fatto mettere su un bel fisico “gratis”! Ma fammi il piacere…”.

ZdO

 

Di Antonio

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