Green pass, il governo lo rende obbligatorio e ignora la direttiva europea sulla 'discriminazione'

Il governo di Mario Draghi si accinge a imporre, con un decreto legge, l’obbligatorietà del green pass in bar, ristoranti e altri luoghi pubblici. Creando, di fatto, una discriminazione per tutti coloro che, per un motivo o per l’altro, non hanno ancora fatto il vaccino.

L’obbligo di green pass per i luoghi a rischio assembramento ottiene il via libera dei presidenti di Regione. E domani il governo approverà il decreto che impone anche in zona bianca di presentare la certificazione verde per spettacoli, viaggi, sport.

Si tratta ancora sui ristoranti al chiuso, ma la linea prevalente è di prevedere un pass “leggero” quindi rilasciato a chi ha effettuato soltanto una dose, oppure il tampone negativo effettuato nelle 48 precedenti. È la condizione indispensabile per cambiare i parametri che misurano le zone di rischio e lasciare tutta l’Italia in zona bianca durante l’estate.

Green pass obbligatorio

Nel documento approvato dai presidenti di Regione si ritiene “indispensabile che l’utilizzo delle certificazioni verdi sia esteso, a prescindere dal contesto epidemiologico territoriale di riferimento, alle seguenti attività: grandi eventi sportivi e di spettacolo, discoteche, fiere e congressi. È il via libera atteso dal governo che oggi inserirà nell’elenco anche i treni a lunga percorrenza, gli aerei e le navi. Servirà il certificato pure per i ristoranti al chiuso, ma è probabile che basterà soltanto la prima dose di vaccino.

Cinema e teatri

L’obbligo di green pass serve a tenere aperte le attività, ma anche a consentire una capienza maggiore nei luoghi al chiuso. Al cinema e al teatro bisognerà presentarlo all’ingresso.

Vaccini a scuola

La norma che regola l’eventuale obbligo vaccinale per la scuola non sarà inserita nel prossimo decreto legge. Su questo argomento si attende il parere del Comitato tecnico scientifico. Intanto i governatori hanno chiesto al governo di “raccomandare la vaccinazione per il personale scolastico e universitario, sia docente che tecnico-amministrativo”.

Confindustria

La proposta di Confindustria — inviata via mail dal direttore generale di Confindustria Francesca Mariotti ai direttori del settore industriale e svelata da Il Tempo — chiede la “presentazione del green pass ai dipendenti che, nel caso non lo abbiano, potrebbero essere spostati ad altra mansione o essere sospesi, con impatto anche sulla retribuzione”.

Stato di emergenza

Decisa la proroga dello stato di emergenza in scadenza il 31 luglio. Inizialmente si era pensato a un rinvio di tre mesi, ma la risalita della curva epidemiologica sembra aver convinto il governo ad arrivare al 31 dicembre.

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Come abbiamo riportato alcuni giorni fa, l’Unione europea ha specificato che il green pass non dovrebbe rappresentare elemento di discriminazione nei confronti di chi non ha ancora fatto il vaccino. Ma, a quanto pare, solo in Italia è elemento di discriminazione.

Infatti, il decreto legge che passerà domani pare ignorare la direttiva europea. Sulla Gazzetta Ufficiale europea si legge:

“È necessario prevenire discriminazioni dirette o indirette nei confronti delle persone che non sono vaccinate, ad esempio per motivi medici, perché non fanno parte del gruppo target per il quale il vaccino COVID -19 è attualmente somministrati o consentiti, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità o hanno scelto di non essere vaccinati. Pertanto, il possesso di un certificato di vaccinazione, o il possesso di un certificato di vaccinazione indicante un vaccino contro il COVID-19, non dovrebbe essere una condizione preliminare per l’esercizio del diritto alla libera circolazione o per l’uso di servizi di trasporto transfrontaliero di passeggeri come come compagnie aeree, treni, autobus o traghetti o qualsiasi altro mezzo di trasporto. Inoltre, il presente regolamento non può essere interpretato nel senso che istituisce un diritto o un obbligo di vaccinazione”.

Con l’iniziativa parlamentare, dunque, il governo ‘discrimina’ i non vaccinati venendo meno alla volontà europea.

Uno strano caso quello italiano che arriva dopo un altro fatto: quello della manina che ha cambiato la traduzione in Gazzetta ufficiale. Dalla traduzione italiana, come abbiamo già scritto, era sparita misteriosamente la frase “o hanno scelto di non essere vaccinati lasciando solo “o perché non hanno ancora avuto l’opportunità”.

Che le cose andassero così si era già capito con l’uscita di Figliuolo. Alcuni giorni fa il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario all’emergenza, ha mandato una comunicazione a tutte le Regioni in cui ordina una mappatura del numero degli over 60 che rifiutano dosi. Esattamente il generale ha intenzione di stanare tre milioni di persone che mancano all’appello nelle liste di registrazione per la vaccinazione. Nella lettera di sollecito alle Regioni due le richieste: registrare gli ultrasessantenni e comunicare alla struttura commissariale entro il 15 luglio prossimo “il numero di soggetti impossibilitati ad aderire alla campagna per motivi sanitari e il numero di soggetti che hanno manifestato la volontà di non aderire alla campagna, suddiviso per classi di età”.

Può l’Italia non recepire una legge Europea?

Di Antonio

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