Dipendente Ama dorme nel furgone

I dipendenti Ama tra flirt, spese al supermercato e chiacchiere con gli amici. In orario di lavoro

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“La Grande Monnezza” romana non conosce tregua. Dopo le inchieste precedenti, Le Iene sulla vicenda che coinvolge l’Ama.

Dai furbetti che beggiano due volte fuori dai negozi del centro e che non raccolgono il porta a porta, alle immagini che documentano un centro di raccolta Ama in cui i rifiuti, che andrebbero differenziati, vengono buttati in un unico compattatore destinato alla sola spazzatura indifferenziata. Tutto questo, appunto, è Ama la municipalizzata e società per azioni italiana che opera nel settore dei servizi ambientali per conto di Roma Capitale.

Meglio il pasticcino o Whatsapp 

Piuttosto che raccogliere i rifiuti a Roma i dipendenti di Ama preferiscono fare di meglio. Ad esempio la spesa. O, meglio ancora, flirtare con una collega, giocare con il telefonino, e girare con il furgoncino senza raccogliere nulla. Tutto documentato dalle Iene che hanno deciso di seguire passo passo i furgoncini quando escono da Campo Boario, il centro dell’Ama per andare a raccogliere i rifiuti.

“Controlliamo tutto”

Il responsabile di Campo Boario assicura che i controlli ci sono. ”Noi -spiega- stiamo lavorando come tutti i giorni, su tutto il lavoro che facciamo controlliamo che venga raccolto tutto il rifiuto, e che tutti i ragazzi stiano facendo il proprio lavoro. Lo controlliamo facendo dei sopralluoghi sul territorio, cioè andando con le nostre autovetture, normale”.

Sì, come no

Gli operatori non sembrano essere particolarmente preoccupati dai controlli né tantomeno dalle telecamere delle Iene. Come quell’operatore sorpreso nel suo camioncino tranquillamente a guardare il cellulare e il giorno dopo ritrovato in compagnia di un collega.

Pagati per girare la città

Il turno pomeridiano dei dipendenti furbetti inizia con un po’ di giri a vuoto senza raccogliere neanche un sacco di spazzatura. Poi i due addetti dell’Ama si fermano davanti a una ferramenta, entrano, guardano i prodotti che hanno intorno fino a quando il commesso arriva con delle chiavi per l’operatore. Poco tempo dopo si vede il furgone degli addetti dell’Ama fermarsi davanti a un supermercato. Uno dei due entra, si fa un giro tra gli scaffali, si ferma pensieroso di fronte ad un espositore e sceglie quattro candeline con i numeri, poi va a pagare e finalmente esce dal negozio per raggiunge il collega che lo sta aspettando fuori. 

La pizzeria di Testaccio

Anche al Testaccio le Iene hanno seguito un furgoncino che gira a vuoto senza mai raccogliere nulla per le strade. E poco dopo lo ritrovano vicino a una pizzeria dove l’operatore si compra una bella pizza! Poi riparte, ma solo per appartarsi a mangiare in tutta tranquillità.

Ah…l’amor!

In piazza Farnese un camioncino dell’Ama si ferma di fianco ad un altro adibito alla pulizia delle strade. I due operatori, un ragazzo e una ragazza, si parlano attraverso i finestrini. A un tratto, dopo aver parcheggiato il furgoncino, l’uomo entra con la collega nel locale per approfondire la conoscenza. Ma non basta… dopo qualche minuto la chiacchierata prosegue sulla pulitrice dell’Ama, dove lei ha ripreso il suo posto alla guida e si fuma una sigaretta, mentre il collega rimane in piedi appoggiato alla portiera.

Venerdì pomeriggio, la settimana è finita

È venerdì pomeriggio e dal cancello del centro Ama esce un furgoncino con due operatori a bordo. La squadra dovrebbe iniziare il suo turno di raccolta che dura sei ore, ma gli operatori dell’Ama si mettono a girare per circa 45 minuti, apparentemente senza mai fermarsi a raccogliere nulla. “La strada che fanno è parecchia, li vediamo passare davanti a secchioni pieni di spazzatura e a un certo punto addirittura il camioncino inizia a tornare indietro, in direzione del centro Ama” raccontano Le Iene.

Telefono e pasticceria

Il mezzo si ferma e uno dei due operatori scende, per mettersi al telefono, a cui resta per diversi minuti. Dopo un po’ la coppia di operatori dell’Ama riparte, ma ecco che non passano 100 metri e si fermano di nuovo: tappa in pasticceria. Da quando gli operatori sono usciti da campo Boario, sarà passata più di un’ora, intanto il furgoncino non l’abbiamo visto raccogliere nulla!”

Ascolta, si fa sera

Mentre scende il buio gli operatori di Ama si fermano davanti a un punto vendita di un operatore telefonico: uno dei due scende, entra nel negozio di telefonia e si mette a parlare con la commessa, mentre il suo collega lo aspetta sul camioncino. Quando ha finito risale sul furgoncino e ripartono: pochi metri e accostano di nuovo, questa volta davanti a un alimentari. Ci avviciniamo agli operatori, per capirne di più del loro comportamento: ‘Scusi, una domanda, come sta andando oggi la raccolta dei rifiuti?’, chiede Filippo Roma. Ma l’accoglienza non è, ovviamente, delle migliori: ‘Dai non posso parlare. Aò, te ne devi andare’.”

Circo Massimo, la saga continua

A pochi passi dal Circo Massimo un operatore dell’Ama entra in una pizzeria al taglio e pochi secondi dopo esce un altro, con un trancio di pizza in mano. C’è poi anche chi non compera nulla nel furgoncino. Filippo Roma lo avvicina: “Buonasera, che sta guardando di bello sul cellulare? un bel film? Quanta immondizia avete raccolto fino ad adesso?”. Ma dall’altra parte negano categoricamente: ”Niente niente, non vediamo niente. Non stavo a vede’ niente”.

Il recidivo

“E qualcuno lo becchiamo anche più volte” spiega Filippo Roma. “Come un operatore che sta nel suo camioncino tranquillamente a guardare il cellulare e che il giorno troviamo in compagnia di un collega. Il loro turno pomeridiano inizia con un po’ di giri a vuoto e poi si fermano davanti a una ferramenta, dove uno dei due va a farsi fare un duplicato di una chiave.”

Il fenomeno

“Non possiamo essere noi a darvi una risposta! Noi stiamo lavorando come tutti i giorni, tutti i turni, su tutto il lavoro che facciamo, non possiamo dare risposte in merito al servizio per una disposizione nostra interna, di Ama” spiega il responsabile di Campo Boario. 

Da Roma è tutto.

 

Il reportage

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