L’Abruzzo corre così veloce che il governatore becca una multa di 1400 euro

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Big Luciano d’altronde lo ha sempre detto:“voglio una Regione veloce e vicina”. Peccato non aver previsto la presenza di un Tutor tra lui e i suoi corregionali.

La mattina del 1° agosto 2014, alle 6.40, D’Alfonso viaggiava, forse più veloce di Superman, sulla A25 in direzione Roma. Ad aspettarlo nella Capitale Claudio De Vincenti, viceministro dello Sviluppo economico e il compagno di partito nonché concittadino un po’ meno veloce di lui, Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm. “D’Alfonso è stato pizzicato dalla Stradale – spiega Mauro Febbo Presidente della Commissione di Vigilanza che ha scoperto l’infrazione – ricevendo una multa per eccesso di velocità di ben 1.405 euro.”

Un salasso per ‘l’unto del Signore’ e, soprattutto, per gli abruzzesi che dovranno pagare l’importo maggiorato in quanto l’infrazione è stata commessa nel lasso di tempo tra le 22 e le 7.  E non è finita qui. Alla guida dell’auto sembra ci fosse il suo autista che stando a quanto stabilisce il Codice della strada rischierebbe anche una sospensione della patente. “Lucianovunque – continua Febbo – ha ben pensato di presentare ricorso al Prefetto dell’Aquila che lo ha puntualmente rigettato ordinando il pagamento della sanzione, delle spese di notifica del verbale, del bollo di quietanza e delle spese di notifica dell’ordinanza. Ora mi chiedo: chi pagherà queste spese? Saranno a carico della Regione?“.

E non è finita nemmeno qui. D’Alfonso, da vero supereroe, ha poi deciso di tentare il ricorso davanti al Giudice di Pace competente e in autotutela dinanzi al Prefetto di L’Aquila. “Per questo in data 13/01/2015 la Giunta regionale, con Delibera n. 21- chiarisce il Presidente della Commissione Vigilanza – , ha conferito a due legali dell’Avvocatura regionale l’incarico di tutelare gli interessi dell’Amministrazione regionale”. Per Febbo non ci sarebbero spazi per l’accoglimento da parte del Giudice di Pace dell’istanza anche se presentata da ‘Big Luciano’.

Altro che buon esempio, insomma. D’Alfonso non ha “millimetri da regalare” nemmeno ai giudici a quanto pare e quindi va avanti come un treno. Sperando che faccia il biglietto.

ZdO

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