La vergogna della casta dei magistrati. Un giudice racconta.

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“Quando entri in magistratura, è come dischiudere uno scrigno segreto e misterioso. Hai l’impressione d’essere stato ammesso in un regno proibito. Con le sue leggi, i suoi codici di comportamento”.

A raccontarlo, qualche tempo fa in una lettera al Giornale, un magistrato che si firma con lo pseudonimo Iudex. 

Quando entri in magistratura, resti allibito; poi, lentamente, ne assorbi il clima, le consuetudini. Ti arriva subito forte e chiaro un messaggio: vivi e lascia vivere, camperai cent’anni. Il tuo ego cresce a dismisura, tanto quanto il peso della toga. Scopri come sia importante la difesa dei tuoi privilegi: questione di sopravvivenza. Non muovere le acque, non rompere gli equilibri, non discutere le tradizioni: ne puoi trarre vantaggio al pari degli altri. E, dunque, perché agitarsi? Non sei d’accordo? Finirai a smaltire l’arretrato dei colleghi lavativi. Sarai tollerato come un diverso, insidioso e pericoloso. Alla prima occasione, fuori.”

E, ancora, il magistrato spiega:“Quando il tribunale si svuota, il collega del Sud che se ne va, vedendomi ancora chino sul lavoro, mi canzona ridendo: ‘Tanto, lo stipendio è sempre uguale…’. In effetti non esistono orari d’ufficio. A che ora vengo a lavorare? Quando tieni udienza. Quando tengo udienza? Lo decidi tu. Perché non si lavora al pomeriggio? Perché manca il personale. Perché convochiamo testi, sapendo che l’udienza va rinviata? Il teste ha l’obbligo di comparire. Perché la stanza del mio collega è sempre vuota? Lavora da casa, s’è portato via i fascicoli, stende le sentenze nel tinello, dove può concentrarsi di più. Perché a Natale, a Ferragosto, a Pasqua i tribunali sono vuoti? Non ci sono attività istituzionali. Perché il collega è assente? È indisposto. Ha mandato il certificato medico, almeno? No, lo porterà al rientro. Perché il procuratore viene al lavoro con l’auto blindata partendo da casa sua, che dista decine di chilometri dall’ufficio? È stato autorizzato.

E ancora. Perché esiste la sospensione dei termini feriali e quindi non possiamo fissare udienze dal 31 luglio al 15 settembre? Perché gli avvocati vogliono andare in ferie. Perché non decidi subito sull’istanza di scarcerazione? Il codice mi assegna cinque giorni, dunque me li prendo tutti, così posso passare il fine settimana in famiglia. Perché non scrivi subito la sentenza? Devo farla decantare, ho fissato un termine di sei mesi, come il codice mi consente.

Vorrei fare domanda di trasferimento: devo andare al Csm a parlare con il consigliere che ho votato. Devo progredire in carriera: devo andare al Csm a parlare con il consigliere che ho votato. Ho un procedimento disciplinare in corso: devo andare al Csm a parlare con il consigliere che ho votato. Vado: «Sta’ tranquillo, ho già parlato con gli altri colleghi della commissione disciplinare, andrà tutto per il meglio, nessuna sanzione». Il Consiglio superiore della magistratura salva i magistrati. È lì apposta. Ma perché ho in ballo un procedimento disciplinare? Trattasi di atto dovuto: ho messo in galera una persona per errore. E che sarà mai!

Al Csm entri nella guardiola esibendo il famoso tesserino verde, quello che ti frutta il rispetto sociale, i favoritismi, la visibilità sui mass media. Il clima è ovattato, esoterico. Cammini su tappeti rossi. Fai anticamera. Svolazzano di qua e di là tante impiegate, altrettante fanno capannello alla macchinetta del caffè. Commessi impettiti che potresti scambiare per presidenti di qualche tribunale. Il cortile sembra una concessionaria della Lancia, vi sono schierate decine di auto minacciosamente blu, appena uscite dall’autolavaggio.

Quando finalmente entri nella stanza del «tuo» consigliere, ti accorgi che gli hai interrotto una serie interminabile di telefonate e vedi dalle pile di fascicoli sulla sua scrivania, tutti blasonati col logo ministeriale o del Csm, che in quella stanza si discutono incarichi direttivi o semidirettivi in Procure e ministeri. Sei una nullità, con quella tua banale richiesta di poterti trasferire nella località di residenza dei tuoi genitori. In realtà, in quella stanza si decide chi sarà il procuratore generale della Cassazione o di Torino o di Palermo; chi dirigerà il tribunale di Roma o di Milano. Una specie di gioco a scacchi in cui le pedine si muovono in base a degli scambi. Per ogni posto importante vi è già tutta la filiera degli aventi diritto, concordati e spartiti fra le correnti. Come la «dinastia sabauda», così viene definita la cordata dei giudici piemontesi.

Te ne vai via dal Csm quasi subito con una bella stretta di mano rivestita dall’accento palermitano o napoletano. Riprendi il tuo trenino per il Nord. Hai vissuto una grande giornata, sei entrato anche tu, con tanto di tesserino spillato sulla giacca, nel Palazzo che decide il destino dei grandi magistrati, quelli potenti. Per la cui nomina si scomoda persino il capo dello Stato. Per te non si scomoderà nessuno. Anzi, devi stare attento alle prossime elezioni, il Csm si rinnova. Bisogna capire in fretta a quale corrente conviene aderire.”

  

6 thoughts on “La vergogna della casta dei magistrati. Un giudice racconta.

  1. nulla di nuovo sotto il cello, ho conosciuto dei magistrati di ogni tipo, quassi tutti fanno solo la politica a chi li comoda e data sempre la soluzione, puoi ho conosciuto un magistrato davvero terrificante, mi fa la sua confidenza, ho condannato un tipo al ergastolo sapendolo innocente, in realtà il crimine per il quale lo ho condannato lo ho commesso io tanti anni fa, ero paralizzata, chiedo ma non hai rimorsi,? no disse lui, con rimorsi non si va da nessuna parte, tanto avv. faranno ricorso e n galera non ci rimane molti anni.terribile. puoi ho conosciuto pure una giudice donna, essa prima di fare una sentenza va da una maga, ed e ella a decidere come condannare povero cristo a lei capitato sotto le grinfie, e ancora in servizio credo alla corte di appello, suoi familiari pure in magistratura non sono meglio, unno stava al ministero di grazia e giustizia, (credo che sia ancora li), ma trascuro tanti fatti terribili, vergogna, che dio vi punirà.!!

  2. Così poco? Poi la corruzione (fallimentare ed esecuzioni immobiliari sempre “coperte” dai colleghi), collusione con banche (il 20 gennaio la CdA di Roma pur di proteggere Banca Intesa San Paolo ha applicato articoli di legge che ne escludevano l’applicazione al caso di specie, ha avallato interessi inesistenti e non applicabili per legge e nella percentuale oltre il “tasso soglia usurario”, ha modificato i motivi che avevano accolto la sostituzione del creditore in sentenza passata in giudicato, hanno taciuto su tre falsi emergenti ed evidenziati dai documenti della banca) e mi taccio ma sono da 26 anni in lotta con i magistrati che denuncio ed archiviano ma nessuno mi ha denunciato per calunnia. Amen e così sia nella giustizia italiana

  3. Sono entrato nel gruppo Nicola Gratteri e ho scritto degli interventi che mai nessuno ha avuto la forza di commentare che non sono in linea con gli altri tutti orientati a santificare Nicola Gratteri, che e’ sicuramente una figura di alto profilo, ma io vorrei spigare a tutti che Nicola Gratteri e pochi come lui portano valore e prestigio alla Magistratura, ma c’e’ una grande fascia di altri magistrati che sono entrati nella casta appunto per godere dei privilegi e del prestigio della casta stessa e che della giustizia possono farne a meno, poi sentenziano in nome del Popolo Italiano, ma del popolo hanno disprezzo, anzi sono diventati magistrati proprio per non appartenere al popolo, non si tratta soltanto di una casta, ci sono anche I connotati di una Setta e di una Loggia Massonica con il potere temporale e spirituale. Io ricordo a tutti il famoso avviso di garanzia che Berlusconi ha ricevuto al G7 di Napoli, quello fu’ il tentativo di un Colpo di Stato. Saluti.

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