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A poche ore dall’evento fissato dal coordinatore regionale Forza Nuova Abruzzo, Marco Forconi, gruppi della sinistra pare abbiano comunicato una contromanifestazione per rivendicare la presenza del mercato etnico nei pressi della stazione.

Forza Nuova procede senza sosta contro quella che, secondo loro, rappresenta una vera e propria illegalità. Domenica 5 giugno, dalle ore 15, il partito di estrema destra scende per la prima volta in piazza dopo lo smantellamento dell’ex mercato abusivo della stazione.

Militanti e dirigenti si ritroveranno in zona nord del Ponte del Mare a Pescara sia per informare i cittadini sulla “vita” dell’ex agglomerato commerciale dell’illecito e le motivazioni che ne hanno scaturito l’ordinanza di sgombero, attraverso lettura e distribuzione di atti pubblici, sia per spiegare agli stessi fruitori del presidio la proposta alternativa rispetto all’allocazione in un sottovia del mercato etnico 2.0.

Marco Forconi torna dopo un anno a manifestare contro il mercato e nello stesso luogo che gli è costato 10 giorni di carcere per aver sfilato senza autorizzazione della questura. E sulla vicenda il leader abruzzese ci riferisce:ho mandato due fax in data 27 e due oggi. Silenzio assenso”. 

Il mio corteo era abusivo, nulla di più vero. Abusivo ma pacifico, abusivo perché la questura continuava a negarci permessi, abusivo ma pubblicato su quotidiani britannici e svedesi per la bellezza, abusivo ma vittorioso perché a distanza di 9 mesi avevo ragione, abusivo ma condannato il giorno stesso dello sgombero. Meglio 10 giorni da condannato che una vita da complice del sistema”.

Per domenica Forconi, come già ci aveva annunciato, porterà documenti per mostrare a tutti che nella vicenda del mercatino qualcosa non torna. Non torna il motivo per il quale si voglia destinare gli ‘sfrattati’ dei mercatini nel tunnel della stazione. Non tornano, ancora, i 50mila euro dei fondi Par-Fsc che sarebbero stati riversati dalla Regione Abruzzo proprio per l’allestimento del nuovo mercato etnico. Non si capisce come si possa avviare i lavori in un’area proprietà del demanio. E, infine, non si capisce come possa esserci un nuovo mercato se non è presente nel Piano regolatore del Comune. 

Poi l’invito “alle sinistre ad affrontare la questione in maniera tecnico-pragmatica e scevra da pregiudizi che alimentano solo un clima di scontro, nocivo alla discussione politica”.

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