Pescara, quelli che…mare di merda, aria zozza e tassa di soggiorno…

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La volete sapere l’ultima sull’Abruzzo? Sì, proprio quella regione che un tempo era polmone verde d’Europa prima che arrivasse qualche multinazionale a ricoprirla di petrolio e qualche politichetto a riempirla di escrementi. A Pescara, ad esempio, la giunta di sinistra dopo aver assistito allo sversamento in mare di feci e altri agenti inquinanti, forse per rinvigorire il turismo o forse per ridistribuire la ricchezza nelle tasche di ‘kompagni’ e ‘proletari’, si è votata la tassa di soggiorno.

di Antonio Del Furbo

E per votarsi la delibera ci hanno pure messo la bellezza di sette giorni. Cosa succederà ora? Succederà che tutte le strutture ricettive presenti sul territorio saranno obbligate a far pagare la tassa di un euro ai turisti che sceglieranno Pescara per le vacanze.

Le carovane di tedeschi, russi, inglesi, francesi pare già siano in viaggio per godersi l’aria e il mare di Pescara piuttosto che tuffarsi nelle limpide acque sarde o pugliesi. Già perché, come ha ricordato l’assessore Gaetano Cuzzi, la tassa addirittura “aiuterà il comparto turistico e strategico a riaccendere i motori”.

Come? Presto detto:“il documento servirà a costruire un vero e proprio brand per la città, a porre le basi di una politica di promozione fatta in modo concreto e con strumenti non improvvisati. Pescara non è una città d’arte, ma è un luogo dove la gente arriva e transita e cerca occasioni per restare”.

Chiaro? No? Andiamo nel dettaglio allora. Cosa serve per far rimanere i turisti a Pescara? Semplice: un portale (ancora), app e attività di social media marketing (ancora) per lanciare il brand della città (quale brand?); servizi pubblici con destinazione turistica (non funzionano quelli normali figurarsi quelli turistici); recupero dei centri di informazione turistica; info point e recupero silos di Piazza della Repubblica e Urbanbox di Piazza Salotto. 

Chiaro? Stavolta sì. E l’inquinamento del fiume e del mare l’abbiamo risolto?

“A fine aprile entrerà in funzione il DK15, sistema di canalizzazione di tutte le condotte che portano al fiume Pescara, acque reflue e meteoriche, cosa che ci consentirà di migliorare ulteriormente la situazione” ha tuonato dall’alto della seggiola da vice sindaco Enzo Del Vecchio. Tradotto vuol dire che tutta la merda proveniente dal fiume Pescara, che a quanto pare municipale e amministrazione non sa chi la produce (pensate un po’) verrà spinta a largo. E per mettere in pratica questa ideona sono stati spesi pure dei soldi, ovviamente pubblici: 400mila euro.

D’accordo con Del Vecchio (pensate un po’ il caso alle volte) anche il presidente del Sib Confcommercio Pescara Riccardo Padovano, che aggiunge:“le tre linee di intervento potrebbero essere attuate in tempi brevi e potrebbero dare un grande contributo al risanamento del mare: il completamento dei lavori del Dk15, la realizzazione della barriera antinquinamento e, come da suggerimento del collega del Lido la Paranza, l’abbassamento delle prime tre scogliere a partire dal molo nord.” E precisa:Si tratta di interventi di facile attuabilità che potrebbero congiuntamente dare un grande contributo a far si che venga ripristinata la piena balneabilità all’intero litorale di Pescara – conclude – Sono fiducioso che nell’interesse dell’intera collettività vengano superate tutte le resistenze ideologiche e gli intoppi burocratici che stanno rallentando l’attuazione ed il completamento di misure fondamentali per restituire alla città di Pescara ed ai suoi cittadini un mare balneabile”.

Peccato che a pagare siamo tutti noi per far fare affari ai privati. Ma Padovano, consigliere Lcd al Comune, quali interessi porta avanti, quelli dei cittadini o quelli del Sib? Chissà.

Intanto il sindaco Alessandrini non perde tempo per fare brutte figure e rituona:“I controlli avviati hanno già prodotto qualche influenza su chi inquina, i valori che abbiamo rilevato sul fiume si stanno abbassando, segno forse che sapendo che adesso c’è qualcuno che guarda e sanziona, chi scarica non lo fa più”.

Caro sindaco, vuole dire che prima non c’era nessuno che controllava chi inquinava? E voi, insieme alla municipale, cosa stavate facendo? E se ora sapete chi inquina perché non rendete pubblici i loro nomi e, magari, gli fate pagare il DK15? Così, giusto per dire.

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