Quando il prefetto Tronca sfrattava le Onlus e oggi assume oltre 1000 statali

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Ve lo ricordate il ‘povero’ Marino, ex sindaco di Roma, ridicolizzato e fatto fuori dal solito ‘sistema’ per via (secondo loro) della sua incapacità di governo? Ve la ricordate la storiella della Panda rossa in divieto di sosta e altre menate simili? Ve le ricordate le famose ‘spese pazze’ e la storiella degli scontrini? Ebbene, mettetevi comodi che vi racconto la storiella molto più appassionante su colui che doveva razionalizzare le spese e rimettere in sesto Roma.

di Antonio Del Furbo  

Soldi, soldi, soldi e ancora soldi. Se da un lato il contestatissimo sindaco Marino (eletto dal popolo è bene non dimenticarlo) aveva iniziato un percorso di razionalizzazione delle spese, dall’altro, il prefetto Francesco Paolo Tronca, subentratogli dopo la sfiducia, pare avere le maglie molto larghe sulla spesa pubblica. 

Sì perché Tronca, in barba alla crisi, ha firmato l’assunzione per oltre mille futuri dipendenti pubblici. ovvero persone a cui noi tutti andremo a pagare gli stipendi.

Per fare cosa? Mistero.

Andando nel dettaglio della delibera si legge che in Campidoglio, nei prossimi tre anni, entreranno, udite, udite, 972 nuovi dipendenti. Il ‘Tronca pensiero’ è chiaro: assumere, assumere, assumere in nome dell’“Efficienza, razionalità e ottimizzazione d’impiego delle Risorse Umane”. Lo ha detto lui e lo ha messo nero su bianco in una nota diffusa dal Campidoglio. Tutto in nome, insomma, “dell’interesse primario del miglioramento costante dei servizi resi alla cittadinanza”.

E non è finita ovviamente. 

Sono quasi duemila ad aver vinto il concorso e di questi e il piano asunzionale prevederà, entro il 2018, altre 612 persone per un totale di 1112 nuovi dipendenti. Basta così? Manco per niente. Si dovranno far entrare in Comune anche i rimanenti 884 concorsisti. Quando entreranno? Questo non si sa ma entreranno. E li pagheremo noi con le nostre tasse.

Finita qui? No, manco a pensarci.

In questa faccenda non potevano mancare i ‘soliti’ sindacati che pretendevano l’assunzione di tutti i vincitori. Alè!

Una notizia positiva però c’è. Entro il prossimo anno, se il trend rimane stabile, i vigili urbani scenderebbero sotto la soglia di 5.000 unità. Il che vorrebbe dire che potrebbero esserci validi motivi per smantellare il Corpo. Speriamo. Anche perché, diciamoci la verità, di un Corpo che gridava, durante uno sciopero, “servitori di Roma, non servi di Marino” e che osava chiamare un sindaco (eletto dai cittadini) “il dottorino” solo perché si era permesso di tagliare loro la retribuzione legata alla produttività, sinceramente io non saprei cosa farmene.

Che poi, erano gli stessi personaggi, quelli della municipale, che all’ordine del Prefetto Tronca in un mercoledì mattina qualsiasi presso via Sabotino si erano messi in testa di sfrattare l’associazione “Viva la Vita onlus”, che da sempre si occupa di malati di Sla. La sede era stata assegnata dal Comune di Roma proprio alla onlus nel 2009, dietro un corrispettivo di 270 euro, sempre versato negli anni, scontato dell’80 per cento in quanto associazione di utilità sociale. La stessa associazione si era fatta carico persino dei lavori di ristrutturazione, che ammontavano a 60mila euro.

Vuoi vedere che Tronca vuole contribuire al pagamento dei futuri nuovi dipendenti ‘sparando’ sui poveri?

Dopo lo sfratto intimato alla Onlus, forse per riallocare a qualcuno l’immobile ricavandoci ingenti somme. Tronca ha chiesto ben 116.438 euro al “Grande cocomero”, l’associazione di Marco Lombardo Radice, neuropsichiatra sperimentatore di terapie innovative nella cura dei disturbi psichici dei minori. Una scure, quella di Tronca , che si è abbattuta persino sui bimbi in carcere. “A Roma insieme”, associazione che lavora dal 1992 all’interno del cosiddetto nido di Rebibbia, ovvero dove si trovano mamme con i loro piccoli, Tronca non ha rinnovato la locazione dell’immobile e l’ha fatto sgomberare tramite i funzionari del dipartimento Patrimonio. 

Perché tutto quest'”odio”? Forse in nome della razionalizzazione?

Eppure Marino non fece tutto questo ‘sfracello’ e riuscì a presentare un piano di rientro al governo e a ottenere ben 867 milioni di euro. “Il governo interverrà. Non con una dazione di denaro ma col supporto alle norme che chiediamo per razionalizzare la spesa”. A dirlo fu proprio il sindaco Marino all’indomani della presentazione del Piano al governo. “Con questa delibera abbiamo approvato la dismissione di 7 partecipazioni minori, da Ato2 a Centrale del latte passando per Adr, Car, Cif, Eur Spa e Bc, con inoltre la liquidazione di Farmacap tramite la trasformazione in Spa a seguito di un piano che verrà stilato da un commissario liquidatore” disse Silvia Scozzese allora assessore al Bilancio.

Tronca, a febbraio scorso, congelò i controlli previsti sull’attività dell’Ama, ovvero la società responsabile della nettezza urbana. Una regola, guarda caso, inserita proprio da Ignazio Marino nella delibera di affidamento in cui si prevedeva “un costante monitoraggio con metodologia scientifica e con report trimestrali”, in seguito al quale il Comune avrebbe potuto decidere, in caso di riscontri negativi sull’operato dell’Ama, di rivolgersi ad altre società.

Poi, sempre il caso ha voluto che Tronca in audizione alla commissione Antimafia, ha denunciato la drammatica carenza di organico di Roma Capitale. E qual è la strategia di Tronca per risolvere la questione? Quella dei politici del secolo scorso: grandi imbarcate di dipendenti pubblici.

C’è chi sostiene, ‘malignamente’, che Tronca stia mettendo gli occhi sul pensionamento del Capo della polizia Alessandro Pansa, 65 anni a giugno. Pare che il gran favorito sia pil prefetto di Roma, Franco Gabrielli. E, forse, Tronca vorrebbe scippargli la poltrona. ‘Politicamente’ parlando.

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