Roma, 38 arresti. Nicitra boss banda della Magliana

Roma, 38 arresti: nella rete anche Nicitra ex boss della banda della Magliana

Inchieste Notizie

Omicidi, rapine e altri reati. Azioni che non lo portarono in carcere ma bensì al manicomio giudiziario per qualche anno. “Ripulitosi” dal passato si è fatto strada nel settore delle scommesse clandestine, come svelarono i pentiti della banda della Magliana. Nella rete degli arresti a Roma è finito anche Nicitra.

“Salvatore Nicitra, siciliano con trascorsi di rapinatore, già amico di Franco Giuseppucci e referente di Enrico De Pedis per la commercializzazione della droga nella zona di Primavalle, per la sua capacità di gestire il gioco venne arruolato nella banda per la conduzione i circoli provati”. A parlare così è Maurizio Abbatino.

L’operazione

I carabinieri del comando provinciale di Roma stanno eseguendo un’ordinanza emessa dal gip di Roma che dispone l’arresto di 38 persone, ritenute appartenenti, a diverso titolo, a un’associazione per delinquere, facente capo a Salvatore Nicitra, ritenuto uno degli ex boss della Banda della Magliana. Per gli investigatori, Nicitra ha negli anni monopolizzato l’area a Nord della Capitale, assumendo il controllo con modalità mafiose del settore delle apparecchiature per il gioco d’azzardo.

Gli arresti sono eseguiti nelle province di Roma, Viterbo, Terni, Padova, Lecce, nonché in Spagna e in Austria.

Le indagini dei carabinieri hanno consentito anche di far luce su 5 “cold case” avvenuti nel quartiere romano di Primavalle alla fine degli anni 80 e uno all’interno dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa. Per gli inquirenti sarebbe coinvolto Nicitra allo scopo di consolidare il proprio potere criminale nei quartieri romani di Primavalle, Casalotti, Montespaccato, Monte Mario, Cassia ed Aurelio. Si tratta dell’omicidio di Giampiero Caddeo, del duplice omicidio di Paolino Angeli e di Roberto Belardinelli, dell’omicidio di Valentino Belardinelli e del tentato omicidio di Franco Martinelli.

Nell’ambito della maxi operazione sequestrati beni da 15 milioni di euro, utilizzati per la commissione dei reati o comunque acquisiti con proventi illeciti.

“Totocalcio e lotto”

Nella rete degli arresti a Roma, appunto, è finito Salvatore Nicitra ha lui stesso ammesso le sue gesta. In alcune intercettazioni registrate dalle microspie dei carabinieri dice: “Col lotto si possono guadagnare un botto di soldi… all’epoca facevo il totocalcio, però tutti si facevano ‘sto lotto, dico ‘vabbè, e infiliamo pure il lotto … ma su 15 milioni e dopo il 15 per cento… ti dico, mi pigliavo sempre tutto, non vinceva mai nessuno…”. “Io avevo le case da gioco più importanti di Roma e d’Italia, con i soldi che guadagnavo neanche il casinò li guadagnava, avevo le case da gioco con ville così, con i camerieri con i guanti bianchi e i vestiti neri, guadagnavo 100.000 euro a notte”.

Ieri, Nicitra, è stato nuovamente arrestato per associazione per delinquere finalizzata alla turbativa dell’attività economica e frode informatica, con l’aggravante del metodo mafioso.

Figlio e fratello scomparsi

Nicitra è indagato anche per un paio di omicidi di fine anni Ottanta. Nel 1993, come riporta il Corriere, spariscono il fratello Stefano, all’epoca trentaquattrenne, e il figlio Domenico, 11 anni. Un rapimento che fece pensare alla “lupara bianca”. “Domenico non è mai tornato a casa, probabile vittima di una vendetta traversale. In quell’occasione si scopri che la criminalità organizzata romana non disdegnava metodi ed esecuzioni ampiamente utilizzate in terre di mafia, e il bersaglio era proprio Nicitra.” 

L’uomo che voleva prendere tutto

A un potenziale concorrente nella distribuzione e il controllo delle “macchinette” dice: “Chiariamo subito i ruoli… qua su Roma nord tu non metti un chiodo, e se metti un chiodo devi passà prima da me…”. “Qui praticamente si gestirà così, sono 180 Planet… verranno fatte tre divisioni, tre gruppi da 60, noi chiaramente se pigliamo tutta la parte…”.  

Il riciclaggio all’estero

Nicitra si espande anche all’estero e nelle intercettazioni dei carabinieri fatte sul riciclaggio dei soldi guadagnati, in Italia e all’estero dice: “Ho messo delle persone fuori… Slovenia e Austria… dove lì i soldi si possono prendere liquidi senza… Dovevamo fare questo tipo di operazioni con i 100 ai 500mila a settimana”

Amico del capo dei capi

Un suo presunto complice diceva: “Tu devi sapere che il mio principale lo conoscono in tutta Roma… veramente una di quelle persone…. che a Roma comandano su tutti… Non so come spiegartelo… hai presente “Il padrino”?… eh, siamo su quelle…”. E in un’altra occasione, poco dopo gli arresti fatti per “Mafia capitale”, a proposito del suo prestigio criminale: “È un ex della banda della Magliana… gli hanno ammazzato un figlio e il fratello… e va bè perché è un tipaccio… Hai visto adesso hanno arrestato Carminati no? Quella cosa di Mafia capitale… E’ amico del boss, il capo dei capi… Infatti sono venute duemila Volanti pure in sala da lui… L’hanno messo in mezzo, è uno di quelli che a Roma comanda…”

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