Roma, scontri alla Montagnola: la polizia picchia duro

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La tensione nella Capitale è altissima. Il clima rovente. Prima gli scontri tra polizia e antagonisti durante la manifestazione del 12 aprile. Qualche giorno dopo manganellate e bastonate tra forze dell’ordine e movimenti per la casa in via Baldassarre Castiglione. 

La tensione nella Capitale è altissima. Il clima rovente. Prima gli scontri tra polizia e antagonisti durante la manifestazione del 12 aprile. Qualche giorno dopo manganellate e bastonate tra forze dell’ordine e movimenti per la casa in via Baldassarre Castiglione. 

OCCUPAZIONE 

Le cariche sono cominciate subito dopo l’occupazione dello stabile. Dopo essere saliti sul tetto, gli occupanti hanno inscenato una protesta sull’ultimo piano dell’immobile per rivendicare il diritto all’abitare. L’edificio è di proprietà dell’Inarcassa (la cassa degli architetti).

L’ARRIVO DEI BLINDATI

Nel giro di pochi minuti sono arrivati decine di poliziotti in assetto antisommossa e diversi blindati della polizia.

TRATTATIVA SCEMATA

Dopo una trattativa andata avanti per alcune ore, la tensione è salita sfociando in contestazione e scontri. Gli agenti hanno quindi circondato l’edificio e alcuni manifestanti che erano in strada hanno ostacolato l’operazione lanciando vari oggetti contro la polizia. Otto sono state le persone ferite tra cui una donna con una gamba fratturata.

MANGANELLATE NONOSTANTE UN INCONTRO FISSATO

La polizia avrebbe massacrato i manifestanti nonostante fosse già stato fissato per il primo pomeriggio un incontro risolutore con politici locali. 

“GESTIONE INDECENTE DELL’ORDINE PUBBLICO”

“Una gestione indecente dell’ordine pubblico a conferma dei problemi palesati già nella manifestazione di sabato con comportamenti violenti”. A dirlo è stato il presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci. “Una carica ingiustificata perché la politica avrebbe trovato una soluzione – ha aggiunto Catarci che ha tuonato –   qualcuno vuole fare salire la temperatura sulla disperazione sociale. È tutto incomprensibile”. I manifestanti hanno chiesto di far svolgere lì davanti a tutti l’incontro politico con Peciola e D’Ausilio. “Fate qualcosa – hanno detto – altrimenti la situazione precipita”.

 

http://www.youtube.com/watch?v=QFct3StBpT4

UNA LOTTA PER LA CASA

“L’occupazione rispondeva all’emergenza abitativa di circa 200 nuclei familiari, lo spazio abbandonato di proprietà pubblica era stato occupato il 7 aprile nell’ambito della giornata di lotta indetta verso la manifestazione nazionale del 12 aprile dai movimenti per il diritto all’abitare romani insieme ai movimenti sociali contro l’austerity”. Rivendicano così l’azione portata avanti i movimenti per la casa e aggiungono:”Già in quella giornata stessa furono effettuati immediatamente tre sgomberi, alcuni in modo cruento e brutale con cariche e fermi, come nel caso dell’occupazione giovanile di Aspettando Godot e del NeetBloc. Ma quello che è avvenuto nella giornata di oggi caratterizza in pieno la fase di crisi della democrazia e di repressione con cui il governo Renzi sta gestendo le emergenze sociali in questa città e nel paese”.

IL RACCONTO DI CIO’ CHE È ACCADUTO

“Nel corso della mattinata un presidio di un centinaio di precari, disoccupati ed occupanti di casa si è dato appuntamento sotto l’occupazione della Montagnola per portare la solidarietà alle famiglie senza casa accerchiate dalla forze dell’ordine. Lo scenario che si presentato davanti ai nostri occhi è stato quello di un quartiere completamente militarizzato, centinaia di uomini e donne determinati che resistevano sul tetto dell’occupazione con la consapevolezza di essersi riappropriati di un diritto negato nella capitale dell’emergenza abitativa.
Verso le 12 la celere guidata dai alcuni solerti funzionari di polizia (distintisi per l’accanimento contro donne anziane e feriti già a terra), in maniera improvvisa e brutale, ha caricato il presidio in un’atmosfera fino a quel momento relativamente tranquilla. Tutto ciò avveniva mentre era già stato fissato per le h14 un tavolo interistituzionale con il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci, e il Capogruppo del PD al Consiglio Comunale, Francesco D’Ausilio. Ci chiediamo chi ha ordinato le cariche di polizie? Gli attivisti presenti hanno resistito alla prima violentissima carica che ha generato decine di contusi e feriti come mostrano i diversi video e le foto presenti sui media indipendenti e in quelli mainstreaim. Otto di questi sono dovuti ricorrere per la gravità delle lesioni riportate alle cure mediche in ospedale. Immediatamente dopo questa prima carica ne è partita una seconda che ha cercato di sgomberare quel che rimaneva del presidio, generando ulteriori feriti e contusi tra i manifestanti, alcuni dei quali già a terra. Le operazioni di sgombero dell’immobile sono terminate, dopo diverse ore di resistenza, con identificazioni e successivo rilascio degli occupanti. Il tutto vietando qualsiasi testimonianza e ripresa, impedendo fisicamente il diritto di cronaca da parte dei giornalisti presenti in piazza, tra gli altri segnaliamo quelli del TG3 che hanno espresso formale richiesta ai funzionari presenti in piazza. In questo momento è stata occupata la sede del Municipio VIII per richiamare alle responsabilità le istituzioni politiche della città ma sopratutto per denunciare pubblicamente la «mattanza» avvenuta nella giornata a Montagnola.
Appena tutti gli occupanti saranno usciti dallo stabile si svolgerà un’assemblea pubblica nella sede del Municipio per rilanciare le iniziative di lotta nella città e dare una concreta risposta alle famiglie senza casa.
La nostra solidarietà ai compagn* sgomberati, feriti e contusi
Le lotte sociali contro l’austerity non si arrestano!”

I COMPAGNI DI SIMON

I compagni di Simon, il 18enne arrestato il 12 aprile, raccontano di un ragazzo con la voglia di combattere. “Le telecamere accerchiano il portone ventinove di Via della Lungara e noi ci accalchiamo contro la ringhiera del Lungotevere. Gli avvocati escono con una faccia terrea e l’ansia schizza alle stelle. Flavio rimane a metà delle scale ed è Tatiana ad attraversare il cordone di Celere che da un po’ di tempo ci accompagna ovunque, comunicandoci con un filo di voce che a Simon, come a Nico, Ugo e Matteo sono stati assegnati gli arresti domiciliari con tutte le restrizioni. Niente telefono, internet o posta, ma soprattutto niente visite. Neanche oggi potremo riabbracciarlo. Per gli occhi lucidi e per le voci rotte c’è la scusa dei piumacci che cadono dai platani”.

Alla fine della manifestazione del 12 raccontano:”Simon manca all’appello. Il suo telefono squilla a vuoto. Iniziamo a chiedere ai compagni in piazza. Un’infinita serie di ‘Avete visto Simon?! È un ragazzo biondo, magro, alto più o meno così, ha 18 anni’ e di sconsolati ‘No, mi dispiace’ in risposta. Il corteo fa ritorno a Porta Pia, ma Simon ancora non si trova. Preoccupati ormai oltre il dicibile contattiamo il team legale ed è così che ci arriva la conferma di qualcosa che in cuor nostro già sospettavamo, perché Simon non è tipo da andarsene da una manifestazione senza far sapere niente a nessuno: è stato arrestato”.

“I DIRITTI NON SI SGOMBERANO”

Vicinanza viene espressa ai manifestanti e alle famiglie costrette a vivere in strada dal Coordinamento Romano Acqua Pubblica: “piena solidarietà alle 200 famiglie che si trovano nuovamente in strada e agli attivisti feriti durante lo sgombero dello stabile occupato alla Montagnola, messo in atto ieri a Roma dalle forze dell’ordine con una brutalità ingiustificata. Dopo le cariche del 12 aprile, è evidente come ad una politica concentrata esclusivamente sul tagliare la spesa sociale e privatizzare servizi fondamentali per fare cassa si accompagni un’azione repressiva sempre più intensa nei confronti delle realtà che quei servizi e quei diritti essenziali intendono continuare a difendere.

E’ altrettanto evidente come, in una città che esplode di emergenza abitativa, gridino vendetta i numerosi stabili lasciati per anni in disuso, magari per affidarli poi ai soliti noti speculatori. In questo meccanismo la pratica delle occupazioni fornisce una risposta immediata, che, da parte delle istituzioni, sarebbe probabilmente più intelligente valorizzare invece di combattere. Per continuare ad affermare che i diritti fondamentali non possono essere sacrificati sull’altare dell’austerity, il Coordinamento Romano Acqua Pubblica, insieme ad altre realtà cittadine, lancerà il prossimo 22 aprile la campagna “de-Liberiamo Roma”, per rimettere nuovamente al centro dell’azione politica i servizi pubblici e i diritti dei cittadini. Come Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua saremo inoltre nuovamente in piazza il prossimo 17 maggio, ancora una volta insieme ad una molteplicità di realtà sociali, comprese quelle che si battono per il diritto alla casa, per rivendicare insieme acqua, beni comuni, diritti sociali e democrazia”.

Antonio Del Furbo

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