SASI, il metodo non cambia: destra e sinistra si accordano
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Un cambio al vertice dopo quasi vent’anni di gestione non ha portato la tanto attesa discontinuità. È questo, in estrema sintesi, il pensiero del sindaco di Perano, Gianni Bellisario, che ha rilasciato una lunga e dettagliata intervista a Zone d’Ombra TV.

SASI. Al centro del dibattito c’è la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione della SASI, la società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato in gran parte della provincia di Chieti.

L’uscita di scena di Gianfranco Basterebbe, alla guida dell’ente dal 2006, non è bastata – secondo Bellisario – a modificare logiche e meccanismi ben radicati: “Ancora una volta – denuncia – destra e sinistra si sono accordate per il dosaggio delle poltrone, ignorando completamente la possibilità di scegliere un amministratore unico indipendente”.

La legge, infatti, parla chiaro. Il Decreto Legislativo 175/2016, che regola le società a partecipazione pubblica, stabilisce che l’organo amministrativo debba essere costituito, di norma, da un amministratore unico. L’opzione del consiglio a tre membri può essere mantenuta solo con una delibera motivata da esigenze organizzative o di contenimento dei costi. Ma nel caso SASI, la delibera è sempre la stessa, copia e incolla dal 2019.

Il sindaco di Perano solleva un punto fondamentale: la mancanza di trasparenza e il mancato rispetto dello spirito della norma. “In Assemblea – racconta – ho chiesto che si procedesse con una votazione palese. La mia richiesta non è stata accolta. Si è preferito il solito gioco delle parti”.

E così, anche per questa tornata, si è assistito all’ennesimo compromesso tra correnti politiche. Il centrosinistra si è aggiudicato due posti, il centrodestra uno. Nel 2019, via De Sanctis, dentro Varrati per la Lega. Nel 2022, tre liste si sono fronteggiate (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia), nonostante lo statuto SASI ne preveda solo due. Ne è uscito un confronto tutto interno al centrodestra, che ha visto prevalere la Lega. Ma con l’ultimo rinnovo è arrivata la rivincita di Fratelli d’Italia: “L’assessore alle Attività Produttive ha imposto un proprio uomo – spiega Bellisario – e Forza Italia ha rinunciato all’idea dell’amministratore unico in nome di un accordo”.

Il punto più critico della riflessione, però, è un altro: gli intrecci interni alla società. Bellisario parla apertamente di un sistema dove dirigenti e membri del consiglio di amministrazione condividono appartenenze politiche e persino legami familiari. “Se oggi il presidente Scaricaciottoli volesse sostituire un dirigente, si troverebbe in difficoltà. Perché dovrebbe affrontare il dissenso interno del suo stesso partito. Prendiamo Paolini e Carlucci, per esempio: sono nella stessa area politica”.

Questo tipo di dinamiche non solo blocca qualsiasi cambiamento, ma alimenta un senso di impotenza tra i cittadini. “Si parla tanto di efficienza e trasparenza, ma la verità è che l’apparato si autorigenera – conclude il sindaco – e chi ci rimette, ancora una volta, sono i cittadini”.

L’intervista integrale è disponibile su Zone d’Ombra TV. Un documento importante per capire che, dietro le nomine, si muove un sistema difficile da scalfire. Dove le leggi servono solo quando fanno comodo. E dove la politica, più che risolvere problemi, sembra custodire equilibri.

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