Servizi segreti, Zagaria e l'ex capo del Dap Basentini. Spunta il "papello" per far cessare le rivolte nelle carceri

Servizi segreti, Zagaria e l’ex capo del Dap Basentini. Spunta il “papello” per far cessare le rivolte nelle carceri

Inchieste Notizie

La realtà supera la fantasia. Ma, in Italia, tutto è possibile. Uno scenario che racconta di un incontro tra l’ex capo del Dap, Francesco Basentini, ed il boss dei Casalesi, Michele Zagaria, a cui avrebbero partecipato uomini dei Servizi segreti. E su questo il senatore Mario Michele Giarrusso ha presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

L’incontro tra Zagaria e Basentini

Nel documento si legge dell’incontro in carcere tra tra il capoclan, Michele Zagaria, e l’ex capo del Dap, Francesco Basentini, dimessosi dopo la bufera sulle scarcerazioni di 500 mafiosi dalle carceri tra cui Pasquale Zagaria, fratello proprio di Michele. Un incontro, riferisce Giarrusso, a cui avrebbe partecipato anche una terza persona mentre non vi avrebbero preso parte ufficiali del Gom (Gruppo operativo mobile), reparto della polizia penitenziaria alle strette dipendenze del Dap. A parlare dell’incontro è proprio Michele Zagaria nel corso di un colloquio con le sorelle che vanno a trovarlo in carcere. Il mafioso si vanta della visita di “uomini dello Stato”  che erano accorsi nella sua cella.  

I servizi segreti

Giarrusso getta inquietanti ombre sulla possibile presenza dei servizi segreti a quell’incontro. Agli atti del senato risulta la presenza di una terza persona le cui generalità non sono state rese note e che potrebbe appartenere agli 007 nazionali. Il senatore ha sottolineato l’esistenza di un protocollo (il protocollo Farfalla) consistente “in un accordo segreto tra rami dei servizi segreti e l’amministrazione penitenziaria, volto a favorire rapporti diretti e riservati con mafiosi all’interno delle carceri”, si legge nell’interrogazione.  

Il “papello” 

Il senatore parla di un “papello” di 8 punti acquisito dai magistrati che stanno indagando sulle rivolte nelle carceri dei mesi scorsi. All’interno del documento, “redatto ai primi di marzo nel carcere di Salerno”, ci sarebbero state alcune delle richieste dei rivoltosi, confluite poi nella circolare del 21 marzo con la quale sono stati scarcerati quasi 500 mafiosi, tra cui Pasquale Zagaria. Circolare, tra l’altro, non firmata da Basentini ma da Assunta “Susi” Borzacchiello, responsabile del cerimoniale del Dap. Di qui la richiesta di chiarimenti a Bonafede su un’eventuale “trattativa tra il DAP e i detenuti rivoltosi al fine di far cessare le rivolte nelle carceri”.

Lady “Susy”, responsabile Dap che il 21 marzo firmò la circolare Covid

Basentini il “turista carcerario”

Basentini, durante la sua direzione a 320mila euro annui, ha fatto visita a più carceri. In particolare a quello che “ospitava” il detenuto Michele Zagaria. Perché? Soprattutto: ha fatto altre visite?

La circolare del 21 marzo che ha scarcerato i boss

“Quella circolare bisognerebbe che fosse ritirata dal ministro Bonafede. Anzi il ministro dovrebbe provare a capire chi ha messo in piedi quella circolare di sabato sera e perché l’han fatta firmare ad una ex educatrice carceraria che ha scalato i vertici del potere interno del ministero della Giustizia prendendo una laurea in comunicazione mentre lavorava, passando così da educatrice ad addetta stampa” spiega Giarrusso. “In pratica un elemento strategico del contrasto alla criminalità è stato lasciato nelle mani di una addetta stampa. Molti di noi avevamo avvisato per tempo il ministero e il ministro Bonafede sin dalle prime scarcerazioni. Ma quando gli abbiamo spiegato che avrebbe dovuto chiudere le carceri, perché rischiavamo di far uscire centinaia di mafiosi, lui ci ha risposto ‘fate una interrogazione’”

Giarrusso dice che dopo le rivolte di inizio marzo, quando “ci sono stati 14 morti, evasioni di massa, carceri fuori controllo, danni per milioni di euro, qualcuno ha chiesto ai mafiosi‘che cosa volete?’ ‘Vogliamo essere liberati’. ‘Bene, ecco la circolare’. Circolare – continua Giarrusso – che hanno fatto firmare ad un soggetto di quinta linea, sacrificabile”.

Bonafede non risponde

Al momento Bonafede non ancora risponde. Sapeva dell’incontro di Basentini con il boss Michele Zagaria? Era informato della presenza di una terza persona all’incontro? Era a conoscenza dello svolgimento di una qualche trattativa tra il DAP e i detenuti rivoltosi al fine di far cessare le rivolte nelle carceri?

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