Sede di Google. La multinazionale che paga meno tasse

Tasse: in Italia Alibaba e Google pagano meno di un professionista (che rischia il carcere)

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Le multinazionali del web hanno pagato al Fisco italiano appena il 2,7% di tasse sul fatturato. Il report di Mediobanca evidenzia come un lavoratore paghi di più.

Tasse, tasse e tasse ma solo per i comuni mortali. Un padre di famiglia che guadagna 27 mila euro l’anno paga il 27% del suo reddito. Un professionista che percepisce sino a 65mila euro l’anno paga il 15% del suo reddito. Mentre le multinazionali del web su 2,4 mld incassati hanno versato all’erario italiano solo 64 milioni di euro.

Gli utili prodotti in Italia dalle multinazionali corrispondono solo allo 0.2% del totale, ovvero 110 miliardi di euro per una media di 15 milioni al giorno e un giro di affari di 850 mld annui, secondo le cifre fornite dal report di Mediobanca sui giganti del web.

Tasse per noi, paradisi fiscali per loro

Le multinazionali operano sul territorio nazionale ma hanno la propria sede legale nei paesi a “fiscalità privilegiata” ovvero nei paradisi fiscali. Così le web society riescono ad aggirare il fisco. Con il cash pooling e tesoreria accentrata, le branch italiane di Amazon, Booking, Microsoft trasferiscono alla loro sede centrale l’84% degli utili.

Secondo il report di Mediobanca, che ha preso in considerazione 15 società, sono state complessivamente versati 64 milioni di euro a cui si devono aggiungere 12,5 milioni di Apple, non inclusa nel campione.

 Chi ha versato e quanto

  • Amazon ha pagato 6 mln,
  • Microsoft 16,5 mln
  • Google 4,7mln
  • Oracle 3,2 mln
  • Facebook 1,7 mln
  • Uber 153 mila euro
  • Alibaba 20 mila euro

Con questa pianificazione fiscale, le web soft hanno risparmiato in 4 anni 49 miliardi, così distribuiti nei dettagli nel periodo 2014-18: 

  • Microsoft 16,5 mld. 
  • Alphabet 11,6 mld
  • Facebook 6,3 mld

In media l’aliquota fiscale versata si attesta al 14,1% mentre quella effettiva al 18,1%. In Usa le tasse si pagano al 22,5%, in Cina al 25%, in Germania al 29% e in Giappone al 31%.

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