Trieste: stato di allerta. Il governo schiera la polizia in assetto antisommossa

Trieste blindata. Alle due navi da crociera della Costa che oggi e domani avrebbero dovuto sbarcare in città migliaia di turisti è stato consigliato di cambiare itinerario. E musei e biblioteche resteranno chiusi così come bar e negozi sono pronti ad abbassare le saracinesche alla prima avvisaglia di corteo.

I pochi manifestanti hanno trascorso la notte in piazza Unità a ridosso del palazzo della Regione. Secondo quanto si apprende, anche sulla scorta della revoca delle manifestazioni previste per oggi e domani, la Questura li avrebbe invitati a liberare la piazza. Invito che sembra essere raccolto. L’operazione dei manifestanti non preluderebbe a uno sgombero definitivo e alla fine delle proteste.

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Le manifestazioni di oggi e domani ufficialmente revocate dal Comitato 15 ottobre. Nessuno è in grado di garantire che la giornata passerà tranquilla. Intanto gruppi numerosi di “ignoti” arrivano da fuori città e dall’estero ma sono stati intercettati già nel primo pomeriggio di ieri. A vigilare le “sentinelle” degli organizzatori della protesta alla quale erano annunciate ventimila persone. E il timore di non riuscire a gestire la manifestazione ha indotto gli organizzatori ad annullare il corteo che avrebbe dovuto partire oggi alle 14. A cominciare dai portuali. Che però dopo gli scontri con la polizia e lo sgombero di forza di lunedì mattina hanno preferito fare un passo laterale.

“Fidatevi di me, rimanete a casa, non venite a Trieste, è una trappola”.

Così l’ex portavoce Stefano Puzzer in un appello lanciato sui social. Poco dopo, una nota ufficiale del Comitato 15 ottobre ha spiegato: “Abbiamo ricevuto ripetute, verificate e preoccupanti segnalazioni riguardanti l’arrivo in città di persone e gruppi a noi ignoti, anche da altre nazioni europee, determinati a commettere atti di violenza in un contesto che potrebbe prestarsi al riproporsi di una nuova strategia della tensione e degli opposti estremismi. L’annullamento della manifestazione è stato deciso anche per far sì che non venga compromesso in alcun modo l’incontro di sabato con la delegazione governativa”.

E poi la dissociazione preventiva: “Per quanto riguarda le persone che ugualmente convergeranno a Trieste spontaneamente il Coordinamento tiene a ribadire il nostro impegno per far sì che tutto si svolga in modo pacifico. Ci dissociamo fin d’ora, con forza, da qualsiasi episodio violento dovesse accadere, confidiamo nella capacità di tutte le forze dell’ordine di saper isolare gli elementi pericolosi”.

Imponente già da ieri lo schieramento delle forze dell’ordine, fin dalle strade di accesso alla città per i controlli di chi entra. Il prefetto ha ribadito che, annullate le manifestazioni che erano state autorizzate, qualsiasi altra forma di protesta è da ritenersi illegittima.

Di Antonio

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