Un cittadino di San Valentino mi invita a cercare lavoro. Lo sto già facendo.

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E meno male che San Valentino è la città dell’amore, del vogliamoci bene e dell’amiamoci. Sono stato proprio fortunato ad essere fatto nuovi amici nel bel paese che ricorda il giorno degli innamorati. 

L’altro ieri ho avuto la brillante idea di occuparmi di un caso successo a San Valentino in Abruzzo Citeriore (Pe). O meglio, nelle stanze comunali del piccolo borgo pescarese. O, ancora meglio, sul sito istituzionale del Comune del paese. Non l’avessi mai fatto. Sulla pagina facebook del comune qualcuno non ha gradito il mio articolo e, certo, non me le ha mandate a dire. Insomma, da qualche parte del mondo c’è un piccolo scrivano anarcoide che si diletta con la sua passione a raccontare un pezzo di società e, di questo, qualcuno non è contento. E ci mancherebbe. Vorrei vedere chi riuscirebbe a starsene bello tranquillo nella sua casetta mentre lo scrivano evidenzia qualche aspetto negativo della sua amministrazione comunale. Spero solo che i cittadini in disaccordo con l’articolo mi riconoscano le attenuanti generiche. Sì perché spesso capita che ad una mia riflessione o denuncia, parte l’offesa ad personam. E ci sta, figuriamoci. Anzi: a me più uno mi offende più sono felice. Ma mi domando se al posto di perdere tempo con le offese sulla mia persona, quanto mai insignificante tra l’altro, non si possa rispondere con argomenti ad una contestazione del sottoscritto. Il Comune di San Valentino pubblica un bando, di cui non si capisce nulla, lo evidenzio e vengo invitato a trovarmi un lavoro. «Del Furbo invece di scrivere caxxate,la mattina svegliati presto e vatti a trovare un lavoro…serio…».

Seguirei l’invito molto volentieri ma, anche se appare cosa stranissima, questo è il mio lavoro e vengo pagato senza fare il portaborse di nessuno.

di Antonio Del Furbo

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