Zitto sporco negro

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Un mio conoscente mi ha detto: “Quest’anno siamo andati a vedere il Milan e abbiamo gridato a Balotelli: -Zitto sporco negro-”. Questa frase è il finale dell’articolo, quindi è opportuno partire dall’inizio e raccontare tutto quello che c’è prima. 

Il mio conoscente fa l’operaio in una fabbrica di scarpe. Si alza la mattina alle 5 perché attacca a lavorare alle 7 e il posto di lavoro si trova a 30 Km da casa sua.

Finito il turno del mattino, non ritorna a casa poiché, considerando che la pausa concessagli dal padrone è solo di un’ora, non gli conviene andare e tornare.

Così rimane nella fabbrica, mangia e il padrone gli ha permesso di portarsi una brandina dove si può stendere; terminata la breve siesta riprende a lavorare.

Dopo il crepuscolo comincia un paio d’ore di lavoro nero, che il principale gli ha motivato con una frase del genere: “Essendo a nero, naturalmente, siete liberissimi di non farle, però chi non le fa lo licenzio”.

Terminato anche il lavoro nero, il mio conoscente riprende l’auto e si imbottiglia nel traffico nella via di ritorno verso casa.

Ad aspettarlo nella sua dimora stile Ikea, c’è una moglie con le gambe gonfie dalla ritenzione idrica e due figli di cui uno ha tre anni e ancora non parla.

Il mio conoscente mangia, si butta davanti alla televisione e crolla.

Nelle serate in cui lo assiste un po’ di forza, ad esempio nei primi giorni della settimana, e quando non ha voglia di andare al bar, espleta la sua funzione sessuale con la moglie; una monta insertiva, scevra di qualsiasi preliminare, della durata di 4 minuti, in cui s’illude anche che la moglie possa provare piacere.

Il denaro che guadagna in fabbrica gli serve per: beni primari, 2 pacchetti di sigarette al giorno e vestire tutta la famiglia, compreso il bambino di 3 anni, sugli out-let di Della Valle, Gucci ecc…

Il sabato pomeriggio parte con il pullman della Juventus Club e si avventura in chilometri e chilometri di strada per seguire la sua squadra del cuore, appunto la Juventus.

Dopo un viaggio massacrante e un biglietto strapagato, quella domenica andò nella curva della Juventus che disputava una partita contro il Milan e, rivolgendosi a Balotelli, gridò: “Zitto sporco negro”.

L’insulto “razziale” non ha unicamente delle origini epidermiche, in altri termini, l’insulto non può scindersi da quella che era la condizione di vita dei “negri”.

Dire “negro” significava dire: sfruttato, bestia da soma, persona inferiore ai bianchi, condizione in cui in realtà il negro d’America si trovava.

Ragion per cui l’insulto razziale, a prescindere che questo sia sbagliato, non prescinde assolutamente dalla condizione di vita dei “negri”.

Analoga riflessione potrebbe essere quella per cui nessuno ha coniato l’insulto: “zitto sporco mulatto” rivolgendosi a un uomo degli Emirati Arabi Uniti, straricco e beneficiario di un territorio ricco di risorse petrolifere.

Conoscendo più o meno tutti le proprietà di Balotelli e, come abbiamo detto, ritenendo indispensabile che l’insulto non sia unicamente un’ affermazione epidermica, c’è seriamente da chiedersi chi dei due sia il negro.

 Marco Minnucci

 

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