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Bologna, le vie dello spaccio e del degrado

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L’illegalità a Bologna corre su piste parallele. Su strade e quartieri ben definiti.



C’è, ad esempio, Piazza Verdi riferimento del mondo universitario bolognese. C’è via Petroni dove si spaccia sempre, notte e giorno. C’è vicolo Bianchetti, invece, che è diventato una toilette a cielo aperto.

Ed è proprio in via Petroni, come racconta il Giornale, che nei giorni scorsi sono stati arrestati quattro giovani immigrati irregolari (tre tunisini e un marocchino) perché beccati a spacciare in pieno pomeriggio dai poliziotti in borghese. Non solo. La sera prima c’era stata un’aggressione a Giuseppe Sisti, fondatore dell’associazione Piazza Verdi e dintorni, sceso in strada con altri abitanti per protestare contro il rumore e il degrado notturno. E, come se non bastasse, tra febbraio e marzo c’è stato un accoltellamento e un assalto notturno a due ragazze.

“Sarebbe una zona residenziale, ma ormai è un luna park a cielo aperto: vengono qui, bevono, si drogano e fanno casino fino a tarda, tardissima ora. In vicolo Bianchetti, per esempio, si trova urina e vomito per strada. E quando i residenti sono scesi a pulire si sono beccati pure gli insulti e un lancio di bottiglie vuote da questi personaggi…”, racconta al quotidiano Loris Folegatti, residente nel centro storico della città e consigliere del Comitato di quartiere Santo Stefano, più volte minacciato e intimidito.

E aggiunge:“Dove abito io è la zona calda e succede di tutto, a tutte le ore: oltre alle urla e agli schiamazzi, spaccio non-stop, anche alla luce del sole e davanti ai bambini, gente che si droga davanti ai portoni, e alcol bevuto a ettolitri. Immaginate un po’ voi di notte cosa vuol dire tutto questo…”.

Poi c’è via Oberdan, nel Ghetto Ebraico, terra di nessuno, dove gli sbandati esasperano i commercianti, dalla mattina alla sera.

Il Giardino del Guasto è patria dei tossicodipendenti: “È diventato un parchetto off-limits, dove spesso ci sono persone che si bucano ed è facile trovare siringhe e fazzoletti sporchi di sangue” spiega ancora Folegatti.

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