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Cartelle di pagamento Equitalia: prima di pagare occhio alle 10 regole

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Per chi ha aderito alla rottamazione delle cartelle il termine ultimo per pagare la prima delle cinque rate è il prossimo 31 luglio. Anche se mancano pochi giorni è bene essere sicuri che le cartelle siano in regola perché, altrimenti, potreste contestarle.

 

Contestazioni, tra l’altro, uguali a quelle che potevano essere mosse nei confronti di Equitalia. Infatti, come ricorda Laleggepertutti, i motivi di opposizione alla cartella di pagamento restano gli stessi da sempre sollevabili.  

Come prima regola è bene controllare il contenuto della cartelle di pagamento che deve essere conforme a determinati standard prestabiliti con decreto ministeriale. La cartella deve fare in modo di chiarire al contribuente, in tutti gli aspetti, l’origine della richiesta di pagamento, le cause che l’hanno originata, le date a cui si riferisce il debito.

Ancora. La cartella deve indicare tutti gli elementi costitutivi del ruolo, la natura della pretesa, la motivazione della stessa, l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante nel ruolo entro il termine di 60 giorni dalla notifica.

 

La cartella, sempre secondo Laleggepertuttiè assolutamente nulla se non contiene il calcolo degli interessi maturati prima della notifica della cartella stessa. Inoltre devono essere distinti in due voci diverse, l’ammontare del pagamento per la sanzione o il tributo e quello per gli interessi dovuti all’omesso versamento. La Cassazione ha ribadito che non basta l’indicazione complessiva degli interessi ma bisogna specificare come si è arrivati al calcolo, con le aliquote applicate per ogni singolo anno e il conteggio analitico.

La cartelle può essere contestata anche se non indica 

La cartella è altresì nulla se non indica il nome del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo e il nome del responsabile del procedimento di emissione e notificazione della cartella.

La terza verifica da fare è quella relativa all’Iva sull’aggio che non deve essere pagata. Controllare la motivazione, ossia la ragione per cui è stata notificata la cartella.

Altro errore comune è quello della notifica delle cartelle e dei successivi atti che non segue le regole che la legge impone.

La cartella di pagamento consegnata a mani è nulla se il messo notificatore non redige correttamente la cosiddetta “relazione di notifica”.  Anche qui è intervenuta la Cassazione dicendo che è nulla la notifica della cartella esattoriale se, nella copia consegnata al contribuente, la relata non indichi la data della notifica.

Per quanto riguarda la prescrizione e la decadenza innanzitutto bisogna controllare che la notifica della cartella non sia avvenuta dopo i termini che variano a seconda del tributo.

I termini di prescrizione delle cartelle di pagamento sono diversi a seconda della natura del debito stesso:

Leggi Cartella di pagamento: termini di prescrizione.

NATURA DEL DEBITO TERMINI PRESCRIZIONE
Iva 10
Irpef 10 anni (*)
Irap 10 anni (*)
Canone Rai 10 anni
Contributi Camera Commercio 10 anni
Imposta di registro 10 anni
Imu 5 anni
Tasi 5 anni
Tari 5 anni
Bollo auto 3 anni
Contributi Inps 5 anni
Contributi Inail 5 anni
Multe stradali 5 anni
Sentenze di condanna 10 anni (**)

(Fonte: Laleggepertutti)

La notifica  della cartella di pagamento può essere effettuata solo da determinati soggetti indicati per legge:

La cartella di pagamento non è mai il primo atto con cui l’amministrazione finanziaria chiede il pagamento al contribuente. C’è sempre prima un avviso di accertamento o un sollecito inviato dall’ente titolare del credito. In caso non venga seguito questo iter la cartella è nulla.

Infine occhio al pignoramento: l’agente riscossore lo inizia quando ormai la cartella è “scaduta”. Una cartella invece ha validità per massimo un anno entro il quale deve essere avviata l’azione esecutiva. 

 

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