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Coronavirus, mascherine acquistate a 36 centesimi e rivendute agli ospedali a 20 euro

Coronavirus, mascherine acquistate a 36 centesimi e rivendute agli ospedali a 20 euro
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Tre le aziende baresi finite nel mirino della Procura che avrebbero venduto dispositivi di protezione individuale alle aziende sanitarie della Puglia. Vendite effettuate con ricarichi che arrivavano fino al 4.100%. 

Alle imprese è stato inviato un decreto di sequestro preventivo. Il sequestro riguarda la 3MC Spa (per un totale di 626.746 euro), la Penta Srl (244.190) e la Aesse Hospita srl (235.929). Contestualmente sono stati notificati avvisi di garanzia ai legali rappresentanti delle società.  

Le accuse sono relative a varie ipotesi di manovre speculative sulle merci. Sarebbero stati acquistati grossi quantitativi di dispositivi di protezione individuale, mettendoli in vendita con ricarichi crescenti. Secondo gli inquirenti, la 3MC, avrebbe importato dalla Cina centinaia di migliaia di mascherine FFP3, pagandole 0,36 centesimi. Successivamente le avrebbe rivendute alla Penta con ricarico medio del 1.800%.

La Penta, a sua volta le ha acquistate a 6,40 euro e le ha rivendute alla Aesse Hospital a prezzo oscillante tra 12,80 e 14,80 euro l’una. Inoltre la Aesse ha acquistato altri dpi da 3MC a 12,80 e li ha rivenduti alle Asl di Bari e Taranto a 18,28 euro, mentre quelli comprati dalla Penta sono stati piazzati a 20,28 alle Asl di Brindisi e Lecce. Le aziende sanitarie, dal canto loro, non si sono potute sottrarre a questo gioco al rialzo, dovendo necessariamente approvvigiornarsi di protezioni per consentire ai propri operatori di andare a lavorare ogni giorno nei reparti anti-covid.

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