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Inchiesta sulle toghe: un altro giudice finisce nella rete dell’inchiesta

Tommaso Sdogati. Inchiesta toghe

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Tutto è partito dall’indagine per corruzione sul giudice Tommaso Sdogati e sugli avvocati Nicoletta Pompei e Mauro Bertoldi (entrambi agli arresti domiciliari per corruzione e traffico di influenze). L’inchiesta sulle toghe continua.

A finire nella rete del pm Luca Tescaroli, aggiunto di Firenze, è il giudice Simone Salcerini, Delegato alla Fallimentare del tribunale di Spoleto. Salcerini è accusato di abuso d’ufficio, in relazione alla nomina di Bertoldi, quale delegato alle vendite, dopo le pressioni del collega.

L’interrogatorio

Dopo l’interrogatorio di Sdogati davanti al gip, sospeso dalle funzioni perché ritenuto colpevole di corruzione in atti giudiziari e il pericolo di reiterazione del reato, si è deciso di sentire anche Salcerini. Sdogati avrebbe chiesto al collega Salcerini di nominare Bertoldi. E proprio nei giorni scorsi la procura di Firenze ha acquisito l’elenco dei delegati alle vendite del tribunale in cui compare il nome di un professionista sostituito con quello di Bertoldi. 

I particolari 

Come riporta La Nazione, al gip Sdogati “ha dichiarato di aver parlato due sole volte con il giudice Salcerini segnalandogli l’iscrizione di Bertoldi nelle liste dei delegati ma ha negato d aver effettuato qualsivoglia pressione sul medesimo”.

“Gli ho detto ‘Simò senti l’hai fatta quella – io non mi ricordo se ho detto cosa o cosina – cosa?’, perché lui mi aveva detto che c’avrebbe avuto da dare delle deleghe”.

L’interessamento di Sdogati su Salcerini

Risale al 9 settembre scorso, esattamente un mese dopo a Bertoldi arriva via pec la nomina per la vendita di un immobile a Todi. Sdogati avrebbe saputo che i proventi degli incarichi sarebbero stati divisi a metà tra la Pompei e Bertoldi.

” … fino alla morte, per dirti che anche se non vieni più in ufficio … quando me pagano è a metà”, diceva, intercettato, Bertoldi alla Pompei.

Circostanza che Sdogati dice di non sapersi spiegare. “Le anticipo la domanda che avrei fatto all’avvocato Pompei, dice “perché dividono a metà… perché questa metà doveva durare tutta la vita?”, chiede Pezzuto.

Sdogati: “Ah, questo no, la lettura di questa cosa tra de loro non gliela so dà…”.

E sempre Sdogati non riesce a spiegare nemmeno perché, durante le intercettazioni la Pompei gli dice “ma lo sai che serve anche per noi, no!… cioè sempre una cosa in più “.

L’inchiesta sulle toghe continua con la decisione del Tribunale del Riesame che il 15 gennaio si pronuncerà sulla revoca dei domiciliari.

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