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L’anima persa del Movimento 5 stelle. Che non tornerà più.

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Quel che rimane è poca cosa ormai. Il Movimento, nato per abbattere la casta a colpi di piccone, si è rivelato da tempo una costola (scaduta) del sistema.

“C’è una differenza tra immunità e insindacabilità”, spiegava qualche tempo fa il capo politico Luigi di Maio. “Quando un parlamentare dice una cosa entra in atto l’insindacabilità e non l’immunità. Noi, sia l’insindacabilità che l’immunità non le utilizzeremo mai e non ci proteggeremo dietro questi strumenti.”


Poi, evidentemente, le cose sono cambiate anche perché si è arrivati a pieno titolo ad occupare poltrone e stanze del potere da cui diffondere il verbo. Ora che si è forza di governo con il nemico (ex) Matteo Salvini, tra il dire e il fare ci si è dovuto mettere di mezzo una ventina di oceani pena la perdita dei privilegi.


“È stato un suicidio politico – ha commentato un deputato a 5 stelle – . Un voto dirimente per il destino del Movimento. Abbiamo consentito a Salvini di essere il protagonista della nostra piattaforma per un giorno. Lui non ha dovuto fare niente, il suo nome è stato per 24 ore sulla bocca di tutti”. “Tanti attivisti in queste ore ci scrivono perché vogliono riprendersi il Movimento. Ci dicono ‘come possiamo fare? Non resta che cancellarci da Rousseau per dare un segnale’”. 

Sul come fare, però, il Movimento Cinque Stelle Pescara ha le idee chiare. Per riportare “al centro della scena gli attivisti, vera identità del Movimento e protagonisti assoluti del miracolo vissuto in questi anni” si legge in una nota, è stato organizzato il “Progetto Restart” per “ripartire dalla base”. “Occasione per cementare i gruppi locali abruzzesi e potenziare la loro efficacia sul territorio, nel rispetto e a supporto dei portavoce comunali, regionali e nazionali di cui si auspica pertanto la più ampia partecipazione”. 

Ma sul caso Diciotti ad andarci pesante contro i malpancisti è Paola Taverna che, nell’ultima assemblea, ha avvertito i contestatori: se non concordi con le scelte del Movimento te ne devi andare. E, proprio in queste ore, un gruppo di una quindicina di ex attivisti, davanti al teatro Brancaccio, ha contestato la linea dei 5Stelle e di Di Maio.“Da mai con i partiti ad alleati di governo della Lega padrona” c’era scritto sui cartelli.

Rimangono, comunque, questioni che sono state completamente “rinnegate” dal partito di governo in nome di un accordo con la Lega.

“Sparito lo streaming (fin dal meraviglioso incontro in luogo segreto con Casaleggio padre che andò a prenderli in autobus privato per portarli chissà dove senza streaming, dopo l’elezione di Grasso presidente del Senato)” spiega Federico Pizzarotti. Poi c’è la questione, ormai messa da parte, “Mai alleanze con i partiti”, “Tutti gli stipendi e le restituzioni rendicontati” e “Qualsiasi carica nel M5S sarà elettiva”. Infatti, in quest’ultimo caso, c’è stato un presidente non eletto, un segretario non eletto, un tesoriere non eletto, i membri del direttorio non eletti, i portavoce non eletti, i responsabili comunicazione non eletti.

E i candidati scelti dalla base? Anche qui hanno ceduto e sono stati sostituiti con quelli del “padrone”.

“Mai in televisione” si è trasformato in “sempre in televisione” ma rigorosamente senza contraddittorio. Poi, come ricorda ancora Pizzarotti, c’era l’“Esame di Diritto Costituzionale per tutte le cariche elettive” e la “Rotazione dei capigruppo in Parlamento”. “Fuori dall’Euro” è diventato “dentro l’Euro”. Saltato il limite dei due mandati, e i 30 miliardi che si dovevano trovare al primo consiglio dei ministri non sono pervenuti ancora. “Siamo ultimi nella classifica della libertà di stampa”: poi fanno liste di giornalisti sgraditi e appena vanno al governo e attaccano i giornalisti che li criticano. “I ministri li sceglie il Presidente della Repubblica”: il Presidente dice di no a uno fra molti e loro minacciano l’impeachment. “Mai più governi non eletti”: vanno al governo con un presidente del consiglio che non si era candidato tale e con una coalizione che non si era presentata alle elezioni. “Mai più alleanze post elettorali fra partiti che si presentano divisi e poi inciuciano”  e  poi “inciuciano” con la Lega. “Nessun Indagato”: è durata fino al primo indagato M5s e ad ogni nuovo indagato si “correggono” le interpretazioni. Regole sempre applicate per i nemici e interpretate per gli amici. “Fuori i partiti dalla RAI!” – RAI interamente occupata insieme alla Lega senza lasciare manco un usciere alle opposizioni.

“No al TAP”: TAP confermato;

“Niente più fondi alle scuole private”: fondi alle scuole private confermati;

“Niente F35 acquistati”: acquisto degli F35 confermato;

“Mai più condoni”: fanno il condono fiscale e pure il condono edilizio.

Non c’è che dire, il potere logora proprio chi non ce l’ha.

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