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Monia  Lustri  racconta  la sua   odissea giudiziaria.              “Non  sono  una  stalker”

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“Non ho mai avuto un buon rapporto con i parrocchiani (identificati come collaboratori) della parrocchia di Santa Edit Stein, qualcuno insinuava per il mio aspetto fisico, forse è vero. Con l’arrivo del nuovo parroco don Rocco, mi ero illusa che qualcosa cambiasse. Lui si è dimostrato subito disponibile, questo fatto ha inferocito ulteriormente i fedelissimi…”.

Inizia così il racconto di Monia Lustri, la donna accusata di stalking nei confronti di Don Rocco, il sacerdote di frontiera a Tor Bella Monaca.

“Fra noi due si era instaurato un rapporto strano, apparentemente ambiguo, cosa che ha fatto inferocire ulteriormente gli ex storici fedelissimi collaboratori. Mi promise che, piano piano mi avrebbe inserita dicendomi anche di non badare agli altri, mi avrebbe protetta lui. Io volevo solo fare volontariato, niente di più. Ci siamo scambiati i numeri di telefono, ci vedevamo spesso per discutere di varie cose. Purtroppo l’ostracismo nei miei confronti diventava sempre più aspro, io mi lamentavo e, ogni tanto, lui dava fuori di testa, arrivando anche a mettermi le mani addosso per poi farsi venire un malore con conseguente ricovero”.

TABULATI NON CERTIFICATI

Lustri aggiunge:”Mi ha chiesto astutamente di fare delle cose per lui, purtroppo l’ho accontentato, praticamente sempre. Mi è venuto a trovare con la mimosa, per la festa della donna, in ufficio. Ci sentivamo e ci vedevamo sempre più spesso, lo chiamavo quasi sempre io perché avevo il telefono aziendale con una promozione in minuti considerevolmente vantaggiosa”. E in effetti le circa 400 chiamate, che la donna avrebbe fatto in un anno dal suo cellulare a quello del parroco, risulterebbero da tabulati telefonici non certificati. Tra l’altro negli stessi tabulati non vengono evidenziate le circa 60 telefonate che il parroco avrebbe fatto dal suo cellulare verso quello della donna

http://www.youtube.com/watch?v=6ZU4fTboLq0

“Diventava sempre più possessivo” continua Monia nel suo racconto a Zone d’ombra tv. “Don Rocco era geloso, ma io non l’avevo capito. Non potevo capirlo. Sono stata minacciata da una donna sua amica, naturalmente lui mi ha detto di stare tranquilla, io gli ho creduto. Dei ragazzi del gruppo giovani mi hanno aggredita mentre attaccavo dei manifesti per ringraziare la circoscrizione che aveva fatto i marciapiedi intorno alla chiesa. Tranquilla ci penso io. Poi è venuto a cena a casa rimanendo fino a tarda notte, era fine giugno 2012”.

IL PRINCIPE ORSINI

“Un giorno sono andata in chiesa con il principe Orsini, volevo presentarglielo ma lui non c’era. In seguito, ha telefonato a mia madre, facendo una scenata di gelosia. Da allora le cose sono precipitate, io mi sono alterata parecchio ed ho cominciato a mandare sms per chiedere conto di quel comportamento indegno. Lui si è eclissato, come da copione. Ho continuato a frequentare la chiesa perché è un luogo pubblico, sono stata aggredita nuovamente dai suoi fedelissimi”. 

A questo punto la donna è stata denunciata per stalking. “Sono stati presentati tabulati molto singolari che, comunque, danno ragione a me. Se ne accorgerebbe chiunque tranne il PM. Le mie visite fuori orario sono state classificate come irruzioni moleste, particolare trascurabile, con il portone chiuso se lui non mi avesse aperto come potevo entrare? Ma anche qui c’erano suoi inviti, perché poi trasformai in incursioni? Qualcosa sa nascondere?

VOLONTARIA NELLA CASA FAMIGLIA DI ‘ULTIMO’

A settembre sono stata chiamata, come volontaria, nella casa famiglia di capitano Ultimo. Anche se molto faticoso, il lavoro mi piaceva. Si trattava di volontariato e l’ho fatto di cuore. Nell’arco di un mese sono stata, misteriosamente, allontanata. In seguito sono venuta a sapere che don Rocco conosceva Ultimo attraverso padre rovo, il noto prete che gestisce l’associazione di ultimo. E qui inizia un altro percorso lungo e complicato che dopo due anni vede il prete don Rocco continuare a screditarmi ed a casa mia questo non è prettamente essere vittima ma una furba auto certificata vittima che abilmente attraverso conoscenze ed onorificenze continua a seminare chiacchiere che mi screditano le ultime sono del marzo 2014, questa storia inizia a settembre 2011 con don Rocco ma con i collaboratori ha inizio a fine giugno 2011.

Persecuzione no?”

Infine la donna aggiunge:”Sarà lo svolgersi delle indagini a lasciarmi esterrefatta. Un pm che dovrebbe capire dove sta la verità tiene bloccata la mia querela di stalking subito e mi trasforma in un carnefice. Ad oggi pagò ancora gli errori di una malagiustizia e la astuzia di un prete che si definisce cristiano tanto da percepire una Santa busta paga”.

 

Antonio Del Furbo

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