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Pescara/caso Teodoro, parla la ‘figlia del padre’:”la gente mi giudicasse per quello che farò”. Intanto giudichiamola per come ha avuto la poltrona

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Il neo assessore  al Comune di Pescara, Veronica Teodoro, si è presentata al popolo pescarese in un’intervista al quotidiano il Centro. Il suo discorso è suonato quasi come una difesa agli attacchi di questi giorni. Peccato che miss Teodoro non ha detto nulla in merito alla forzatura operata dal padre sul sindaco Alessandrini per dargli il posto.

Lasciatemi il tempo e la possibilità per smentire tutte le critiche, quelle dei coetanei mi hanno fatto male” racconta la Teodoro a Ylenia Gifuni del quotidiano pescarese. La figlia dell’onnipotente Gianni parla di critiche feroci e sprezzanti che l’hanno profondamente ferita.  

“Sono una ragazza come tante altre. Amo la musica: il rock, il metal e i Guns N’Roses. La figlia del padre racconta della sua vita divisa tra studio e volontariato. Spera di fare il magistrato: i suoi miti sono Falcone e Borsellino. Il politico di riferimento è Matteo Renzipoiché rispecchia quel rinnovamento di cui oggi tanto si parla”. Si dice molto dispiaciuta per non aver conosciuto la Maria Elena Boschi quando è venuta a Pescara perché rappresenta “un altro esempio positivo”.

In merito alle polemiche sulla sua elezione aggiunge:”Sono l’assessore di tutti e Vorrei che la gente mi giudicasse per quello che farò e non perché sono la figlia di…“. Ci mancherebbe. Ma chi ci pensa.

Ve la immaginate la scena durante l’intervista? La figlia dell’onnipotente Gianni con la lacrimuccia, lì, sola, in un angolo mentre una giornalista la soccorre invitandola a buttare fuori tutto quello che ha da dire. E allora via con frasi fatte e retoriche insaporite con una dose di semplicità e una di umanità prossima a Dio. “Dico ai miei coetanei di venirmi a trovare in Comune e contattarmi per portarmi le loro idee e i loro progetti. C’è bisogno dell’aiuto di tutti per fare qualcosa di utile. Un’idea che appoggio è la realizzazione di un centro di aggregazione giovanile: un luogo dove incontrarsi e discutere che ancora manca nella nostra città”.

Gentile assessore, la sua poltrona gli è stata regalata da suo padre o no? 

ZdO 

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